Analizzando i sondaggi pubblicati nell’ultimo mese e mezzo – 19 rilevazioni di 8 istituti diversi – emergono alcuni dati rilevanti:

1. Il Pdl tra maggio e giugno perde quasi 3 punti percentuali, passando da un dato medio di maggio pari al 20,1% a un dato medio di giugno pari al 17,3%.

2. Il Pd va un po’ meglio sebbene sia anch’esso in calo. A maggio aveva mediamente il 25,6%, mentre a giugno ottiene in media il 24,8% dei consensi, perdendo quasi un punto.

3. Il Movimento 5 stelle, come è noto, fa un vero e proprio salto quantico passando da un valore medio del 11,8% nel mese di maggio ad un 17,6% nel mese di giugno.

4. L’Udc mantiene il proprio rendimento passando dal 7% medio di maggio al 6,7% di giugno. Questo dato sfata in parte la tesi per la quale i partiti che appoggiano in maniera convinta il governo Monti siano necessariamente penalizzati dalle scelte impopolari dell’esecutivo. Se consideriamo che l’Udc è in assoluto il partito più filogovernativo al momento – rispetto all’atteggiamento più altalenante di Pd e Pdl – il mantenimento di un risultato intorno al 7% sembra smentire, o quantomeno ridimensionare, l’idea per la quale l’appoggio al governo generi automaticamente un calo del consenso. Tuttavia, come vedremo tra breve analizzando i trend, i dati di EMG sembrano dire il contrario.

Passando da un ragionamento sui valori medi, a prescindere dagli istituti, ad un’analisi di trend occorre soffermarci sui due istituti più attivi, vale a dire EMG e SWG che hanno pubblicato 6 rilevazioni a testa tra maggio e giugno.

Per EMG il Pdl perde il 4,8% tra i primi di maggio e l’11 giugno, il Pd perde il 4,5% e l’Udc il 2,2% nello stesso arco temporale. Sono in assoluto i partiti che perdono più consenso, a fronte di un incremento record del Movimento 5 Stelle pari al 13,7%, come si evince dal grafico sottostante (la sigla “fs” sta per federazione della sinistra).

Trend rilevazioni EMG maggio-giugno

I dati che emergono dalle 6 rilevazioni di SWG (riportati nel grafico sottostante), invece, illustrano uno scenario catastrofico per il Pdl che perderebbe addirittura il 9,6% dei consensi in un mese circa, a fronte del 3,7% perso dal Pd e addirittura di un incremento dello 0,7% dell’Udc. Anche in questo caso il Movimento 5 Stelle conferma la sua crescita inarrestabile pari al 12,6% tra il 4 maggio e l’8 giugno.

Trend rilevazioni SWG maggio-giugno

Complessivamente lo scenario che emerge sembra essere quello di una graduale e costante perdita di consenso del Pdl e, in misura minore, del Pd. I due partiti più movimentati, più recalcitranti, ma anche nei fatti più immobili e indecisi nel panorama politico attuale. Sembra evidente tanto un’assenza di leadership legittimata dai militanti, quanto di un’idea chiara sull’offerta politica futura, quanto soprattutto di una vision del paese e di una piattaforma programmatica contenente le politiche pubbliche da adottare per uscire dalla crisi garantendo crescita, equità sociale e rigore. Anche il “balletto” sulle riforme attualmente sul tavolo conferma questa visione impaludata, quasi una partita a scacchi tra due giocatori entrambi destinati a perdere la partita. Le primarie di partito, annunciate quasi in simultanea da Bersani e Alfano, sono senz’altro un segnale di risveglio da accogliere con favore. Ma non basta. Innanzi tutto perchè è, per ora, solo un annuncio. Ma soprattutto perchè, mentre il governo va avanti, nel bene e nel male, con le sue scelte drastiche, i partiti che lo sostengono si sono arenati su una serie di tavoli molto importanti in Parlamento. Arrivare alle prossime elezioni senza modifica della legge sul finanziamento dei partiti, del numero dei parlamentari e della legge elettorale potrebbe essere davvero fatale…