Come vanno i maggiori quotidiani nazionali su Twitter? Ho provato a metterli a confronto. A dire il vero non ho messo a confronto solo i maggiori quotidiani, ma anche L’Espresso, Panorama e Dagospia che indubbiamente “fanno opinione” e hanno numeri importanti sul web.

Solitamente, quando si parla di Twitter, si prende in considerazione come primo – e spesso unico parametro – quello dei follower, così come quando si confrontano le pagine su Facebook ci si concentra esclusivamente sul numero dei fan. Chiaramente si tratta di un parametro importante, perchè serve a misurare l’ampiezza e la portata del network in termini di “seguaci” o “amici”, tuttavia non può essere l’unico parametro di riferimento, specie sui social network, che sono “social” proprio in quanto servono a generare relazioni non semplicemente a dare informazioni o comunicazioni unilaterali. Inoltre, il numero dei follower dipende molto anche dal momento in cui nasce l’account su Twitter, ossia da quanto tempo si è presenti sul social network, per cui va quanto meno “ponderato” col trend di crescita dei follower stessi, per quanto anche questa ponderazione regge fino a un certo punto, dato che l’effetto “palla di neve” in alcuni casi fa sì che più aumentano i follower più è probabile che incrementi anche il trend di crescita del loro numero per effetto della viralizzazione.

Attualmente l’indice più accreditato per valutare complessivamente l’impatto sui social network è il Klout Score, un punteggio compreso tra 0 e 100 che deriva dalla valutazione del numero delle persone raggiunte (l’ampiezza del network, definito “true reach”), dalla capacità di influenzare queste persone (definita “amplification”) e la capacità che il proprio network ha di influenzare gli altri (definito “network impact”), potremmo definirla come il potenziale di viralizzazione. Ovviamente anche il Klout Score non è un parametro oggettivo e perfetto, ma costituisce un buon indicatore empirico per provare ad effettuare valutazioni complessive sull’influenza sui social network.

Andiamo al sodo, guardando i dati delle testate analizzate. Cominciamo col numero dei follower che rappresenta il primo parametro analizzato. In base a questo parametro, Repubblica svetta con quasi 500 mila follower, seguita da Il Fatto Quotidiano con oltre 350 mila. Occorre considerare tuttavia, che il Corriere della Sera è sbarcato da poco tempo su Twitter, oltre ad aver fatto una scelta particolare, ossia quella di differenziare anche alcuni account per settori. In ogni caso, il grafico sottostante riporta la situazione attuale in termini di follower e si evince lo “strapotere” di Repubblica e de’ Il Fatto.

Classifica testate in base al numero di Follower

Per “ponderare” – con tutti i limiti accennati prima – il dato sui follower complessivi, ho verificato anche il loro trend di crescita quotidiano prendendo in considerazione l’incremento medio dell’ultimo mese da Twitter Counter (mancano i dati del Sole 24 ore). Non ci sono particolari sorprese, se non che Il Fatto Quotidiano cresce a un ritmo addirittura superiore a quello di Repubblica. Il Corriere invece è decisamente indietro anche come trend di crescita.

Incremento follower nell’ultimo mese

Un ulteriore dato interessante è anche quello del numero di tweet giornalieri dal quale possiamo notare come Repubblica e Il Fatto non hanno bisogno di un numero spropositato di tweet quotidiani per crescere ad un ritmo di oltre 700 follower al giorno. Viceversa, gli accounto del Corriere della Sera e ancor di più de’ La Stampa viaggiano a 70-80 tweet al giorno ma non vanno oltre i 300 nuovi follower al giorno, il primo, e i 140 il secondo. Sembrerebbe che Repubblica e Il Fatto abbiano un pubblico mediamente più “frequentatore” del web e dei social network. Inoltre, è probabile che ormai per effetto “palla di neve” il numero dei follower dei primi due quotidiani cresce ad un’andatura che si autoalimenta ormai per una dinamica “virale”.

Tweet giornalieri – numero medio ultimo mese

Andiamo ora a confontare questi primi dati con il Klout Score, per verificare se il numero dei follower è direttamente correlato anche alla capacità di influenzare il proprio “pubblico” o se invece costituisce un mero parametro quantitativo che ci dice poco sulla qualità delle relazioni tra le testate analizzate e i rispettivi follower.

Come dimostra il grafico sottostante, Repubblica si conferma al primo posto con un punteggio di 79/100. Un punteggio molto alto che la colloca al livello di testate internazionali molto note quali il Washington Post o Le Monde. Al secondo posto però non si colloca Il Fatto Quotidiano – con i suoi numerosissimi follower – bensì il Corriere della Sera con 75 punti. Il Fatto Quotidiano segue con 73 punti, tallonato da La Stampa con 70, altra sorpresa rispetto alla classifica basata sul numero dei follower in cui è ampiamente dietro a Dagospia, in quinta posizione. Ancora più sorprendente è il dato del Sole 24 ore che ha punteggio alto (68 punti) nonostante abbia poco più di 30 mila follower. Proprio Dagospia invece nonostante abbia oltre 150 mila “seguaci” ha 58 punti e si colloca all’ottavo posto in graduatoria. Ciò significa che il livello di interazione, specie quello dei ritweet probabilmente, premia i quotidiani più tradizionali, forse ritenuti più attendibili e dunque con un brand più meritevole di ritweet.Un discorso a parte merita Il Tempo, molto distaccato dagli altri con soli 32 punti, ma in linea con il numero dei follower basso e soprattutto col numero dei tweet, solo 1 al giorno di media. Evidentemente, nonostante abbia un direttore molto presente su Twitter, la testata ancora non ha investito seriamente sul social network. Di seguito è riportato il grafico con la classifica completa in base al Klout Score.

Klout score per testata

In conclusione, dunque, il caso di studio delle testate nazionali più importanti ci dice alcune cose in termini di metodologia di analisi dell’impatto sui social:

1. Il numero dei follower è un parametro importante, ma meramente quantitativo e influenzato da diversi fattori, quali la “storia” – recente o remota – su Twitter e l’effetto “palla di neve” dovuto alla viralizzazione quando si raggiungono grandi numeri.

2. Il Klout Score ci permette di avere un indice sintetico – basato sui 3 parametri citati all’inizio – che ci dà informazioni quali-quantitative sull’impatto di un account Twitter, sulla sua portata, sulla sua capacità di “fare opinione” sul web.

3. C’è senz’altro una correlazione positiva e statisticamente significativa tra numero di follower e Klout Score, ma non è una correlazione perfetta, per cui può capitare di avere account con molti follower, ma con una scarsa relazione e una bassa capacità di orientare il dibattito (caso Dagospia). Viceversa, possono esserci account con pochi follower, ma un buon livello di relazione e di influenza sui follower (caso Sole 24 ore).