Dopo aver testato le principali testate italiane sui social network – in particolare su Twitter – anche mediante il Klout Score, oggi propongo un’analisi simile relativa ad alcuni dei più grandi comuni italiani presenti su Twitter, premetto che i dati sono aggiornati a ieri, 2 luglio. Il tema delle Pubbliche Amministrazioni sui Social Network è quanto mai caldo. Sul finire dello scorso anni sono state emanate le Linee Guida per le PP. AA. sui social network dal Ministro Patroni Griffi e negli ultimi ForumPA e Forum della Comunicazione si è discusso parecchio della presenza degli Enti Pubblici sui principali social.

Il numero delle presenze istituzionali su Twitter e Facebook è indubbiamente in crescita, a testimoniare un trend molto forte, evidentemente sospinto anche dai vertici politici che sono ormai – quasi tutti – consapevoli dell’importanza di presidiare la rete, come nuova “arena competitiva”, nella quale interagire e relazionarsi con i cittadini digitali.

Questa analisi prenderà in considerazione solo i comuni più grandi che ad oggi sono presenti (almeno) su Twitter, non vuole dunque essere un censimento o un’analisi esaustiva.

Come ho fatto in un precedente articolo per comparare le testate giornalistiche, partirò dal parametro meramente quantitativo del numero complessivo dei followers.

Numero Followers Comuni

Il dato sul numero dei followers evidenzia uno strapotere della città di Torino, vicina ormai a quota 45 mila. Torino ha una piattaforma sui social network molto completa e ormai consolidata nel tempo, che comprende anche una pagina su Facebook e un canale dedicato su youtube ben presidiato. Anche Napoli, che segue con oltre 10 mila followers, ha attivato una sua web tv, oltre a presidiare numerosi social network. Le altre città risultano ampiamente dietro, in alcuni casi anche perché sono approdate solo di recente su Twitter e magari non hanno pagine sugli altri social network, penalizzando così l’effetto virale che coinvolge anche il numero di followers. Roma Capitale, ad esempio, è su Twitter dal 19 aprile scorso, dunque solo da due mesi e mezzo.

Il secondo parametro considerato è quello dell’incremento medio quotidiano dei followers nell’ultimo mese, utile a valutare il trend di crescita (o di decrescita) del numero dei “seguaci” di ogni account.

Incremento quotidiano followers Comuni

Sulla base di questo dato, Torino resta al vertice della classifica ma il resto della graduatoria cambia aspetto rispetto al primo grafico. Roma in questo caso presenta un trend di crescita molto buono, in linea con Napoli, Firenze e Milano. Ottimo anche il trend di Palermo.

Il terzo dato che vado ad analizzare è il numero medio di tweet al giorno, sempre avendo l’ultimo mese come orizzonte temporale, utile a valutare quanto siano attivi gli account analizzati quotidianamente su Twitter.

Tweet al giorno Comuni

Da questo grafico si evince il grande attivismo su Twitter di Roma Capitale e in parte di Firenze, mentre è evidente che Torino non ha bisogno di un gran numero di tweet per incrementare i propri followers. Evidentemente ormai per Torino funziona l’effetto “palla di neve” alimentato anche dalla presenza sugli altri social network. Inoltre, occorre precisare per Roma Capitale che, diversi dei 31 tweet medi giornalieri sono in realtà ri-tweet di diversi account collaterali e complementari quali infoatac, atacmobile, romamobilita, turismoroma, museiincomune, romaprotezionecivile, romacapitalegiovani, bibliotecheroma, ecc.

A questo punto, però, abbandono Twitter e Twittercounter e mi affido a Klout – come ho fatto la volta scorsa per misurare le testate giornalistiche – al fine di verificare l’impatto di questi account sui propri followers. E qui preannuncio risultati molto interessanti.

Parto dal Klout Score per poi analizzare le sue tre componenti.

Klout Score Comuni

Sulla base del punteggio attribuito da Klout, la classifica vista prima sulla base dei followers viene completamente scompaginata. Roma Capitale risulta essere l’account più influente complessivamente e Torino si colloca, al pari di Milano, dietro anche a Firenze e Modena. Come è possibile che i 45 mila followers di Torino (ai quali vanno aggiunti gli oltre 21 mila fan su Facebook che Klout computa) non gli permettano di avere un punteggio più alto? Lo vediamo col grafico relativo al “true reach” ossia al numero di internauti che interagiscono con l’account, ri-twittando o rispondendo ai tweet dell’account istituzionale, commentando e condividendo i post su Facebook.

True Reach Comuni

Qui è evidente la supremazia dell’account di Roma Capitale che, di fatto, coinvolge il doppio delle persone coinvolte dall’account di Torino e distanzia sensibilmente anche Firenze e Modena. Questo è il dato a mio avviso più interessante in assoluto: Torino, in base ai dati di Klout, coinvolgerebbe 1588 persone su – limitandoci a Twitter – 45 mila potenziali, mentre Roma Capitale addirittura ne coinvolgerebbe quasi 3 mila a fronte di 2500 followers, dunque andando oltre il bacino dei propri “seguaci”.

Questo dato è confermato dal secondo parametro utilizzato da Klout che è quello dell’ “amplification”, ossia l’effetto virale e di influenza dei propri tweet.

Amplification Comuni

Anche in questo caso, Roma Capitale doppia letteralmente Torino ed è superata solo dall’account di Rimini.

Molto bene anche Milano e Palermo.

Infine, ultimo parametro di Klout è il “network impact”, vale a dire quanto è influente il network che interagisce con gli account analizzati, quanto cioè tale network aiuti a propagare i tweet pubblicati dagli account oggetto di studio.

Network Impact Comuni

Anche in questo caso, è Roma Capitale a guidare la classifica a dimostrazione che oltre alla buona capacità interattiva del proprio account, ha anche a disposizione un network di “seguaci” altrettanto attivi e influenti. Tuttavia, in questo caso, lo scarto rispetto a Firenze, Torino o Milano non sembra molto rilevante.

Cosa si può dire in conclusione? Intanto si conferma – in misura anche più eclatante rispetto all’indagine precedente svolta sulle maggiori testate giornalistiche – lo iato tra il numero di followers e/o di fan e l’influenza che si ha sugli stessi. Avere tanti “seguaci” non ci dice molto sulle capacità di un account di influenzarli, di interagire e di relazionarsi con loro. Ed è fin troppo ovvio che essere presenti su un social network senza riuscire a sfruttarne appieno le capacità non è un grande merito, anche se si possono vantare numeri importanti (ma “apparenti”). Questo significa che, grazie al Klout Score e alle sue componenti, le sfide a colpi di “numerosità” dei propri followers spesso riportate sulla stampa sono in realtà molto lontane dal dirci quanto un determinato account pesi realmente su Twitter o sugli altri social (Klout, lo ricordiamo, mette insieme i dati provenienti da tutti i social network principali).

Inutile, a questo punto, preannunciare che la prossima indagine sarà fatta sugli account dei politici più “in vista” su Twitter. Ed altrettanto superfluo aggiungere che, in quanto responsabile del profilo Twitter @romacapitaleTW, sono contento dell’esito di questa ricerca!