Dunque, dopo l’ennesimo monito di Napolitano la riforma elettorale sta approdando in Parlamento – al Senato per l’esattezza.

Il balletto delle proposte è stato davvero notevole. Si è partiti dal modello tedesco, un sistema proporzionale negli esiti, ma misto nell’utilizzo delle formule (50% maggioritaria, 50% proporzionale) e con soglia di sbarramento. Poi si è deciso di ibridarlo con un tocco di ispanità, ossia intervenendo su quel 50% di seggi attribuiti col sistema proporzionale riducendo l’ampiezza delle circoscrizioni per far sì che fossero penalizzati i partiti piccoli e sovrarappresentati i partiti maggiori. Poi…questa ipotesi è sparita del tutto e si è affacciato prepotentemente il doppio turno – anche sull’onda delle elezioni in Francia – che piace al PD, ma non piace all’UDC e neanche al PDL se non associato alla riforma della forma di governo in senso semipresidenziale. Infine, un paio di settimane fa è stato il turno del cosiddetto “provincellum”, ossia un sistema proporzionale con liste bloccate (si diceva per 1/3 dei seggi) e collegi uninominali anch’essi però con attribuzione dei seggi mediante metodo proporzionale – una particolarità tutta italiana quest’ultima, utilizzata nel sistema elettorale delle Province.

Oggi la situazione sembra più ingarbugliata che mai. Ieri il PDL ha fatto sapere che propende per un sistema proporzionale con soglia di sbarramento, premio di maggioranza al primo partito e attribuzione delle preferenze. Un’ipotesi che pare gradita anche all’UDC, mentre il PD è tornato – almeno stando alle parole del suo Segretario – ad arroccarsi sul doppio turno. Doppio turno che potrebbe prevalere a questo punto solo nel caso in cui si procedesse anche con la modifica costituzionale della forma di governo in senso semipresidenzialista, ipotesi altamente improbabile.

Dunque, ricapitolando, la buona notizia è che finalmente si discuterà di riforma elettorale nella sua sede naturale, ossia in Parlamento anziché in incontri semiclandestini tra gli esperti, gli sherpa e i segretari dei partiti attualmente in maggioranza. La brutta notizia è che siamo all’anno zero…L’accordo sembra essere lontanissimo.

Intanto Beppe Grillo, forse preoccupato dalla stagnazione/recessione dei consensi al Movimento 5 Stelle ha ripreso a sparare: ”L’attuale fregola per modificare la legge elettorale deriva dalla paura di mollare le poltrone, e forse anche il governo. Con il ”porcellum’, del quale per tutta una legislatura non e’ fregato nulla a nessuno, il M5S potrebbe ottenere il premio di maggioranza”. Spara a salve – per ottenere il premio di maggioranza col porcellum dovrebbe battere tutti gli altri partiti e tutte le eventuali coalizioni – ma intanto spara…magari nella “palude” altrui riesce a pescare qualche altro simpatizzante…