Manca pochissimo alle elezioni regionali in Sicilia, attese da molti osservatori come una specie di “big bang” della politica italiana. C’è chi si aspetta che a partire da lunedì si chiariranno diverse cose circa l’offerta politica che vedremo schierata tra 6 mesi alle elezioni politiche. Personalmente non credo che le elezioni siciliane avranno questo effetto, anche perchè chiunque la spunti, lo farà con una legittimazione popolare ampiamente al di sotto del 50%, anzi ampiamente al di sotto del 40%… Insomma, non sarà un esito tale da far ricompattare squadre oggi allo sbando e in balia degli eventi.

Piuttosto, i veri “big bang” potrebbero essere quelli delle primarie di coalizione del centrosinistra e del PDL.

Partiamo dal centrosinistra. Intorno alle primarie PD/SEL sta accadendo davvero di tutto. Innanzitutto ci saranno due candidati del PD grazie alla giusta, e a mio avviso inevitabile, apertura di Bersani nei confronti dello sfidante Renzi. Poi c’è tutta la questione delle regole su cui non entro nemmeno dato il clamore che suscita ogni giorno. Ma, a monte, la cosa più curiosa è che si svolgano primarie di coalizione senza sapere se le coalizioni ci saranno… visto che la bozza di legge elettorale ad oggi in esame le spazzerebbe via, o quantomeno le renderebbe superflue prima del voto. Infine, in Italia continuiamo a scegliere candidati premier pur non eleggendo direttamente il premier. Ma questa è una curiosità tutta mia che serve solo per dire una volta di più che siamo un paese sui generis…non si riesce a ritoccare la forma di governo parlamentare, ma poi si fa di tutto per aggirarla nei fatti: tipicamente italiano…In ogni caso, chiunque vinca tra Renzi e Bersani, le conseguenze non saranno indolori per il partito, generando ulteriori smottamenti nelle intenzioni di voto degli italiani.

Al di fuori del PD, ci si muove parecchio ma a mo’ di criceto nella ruota, non si fa un passo avanti da nessuna parte, fuorché forse nel PDL,  che dopo aver dato sfoggio per mesi della sua anarchia generalizzata, ha finalmente la possibilità di diventare un partito “normale”, in seguito al passo indietro di Silvio. Ora la palla è in mano ad Alfano. I suoi sfidanti, ad oggi (Santanché, Galan, Mussolini), non sono assolutamente in grado di metterne in discussione la leadership. Tuttavia, se Angelino non inizierà a lavorare seriamente sulla piattaforma programmatica e, di conseguenza, sull’allargamento della coalizione al centro, i malumori potrebbero crescere e far scaturire nuove candidature alternative con un peso specifico superiore (Crosetto e soprattuto Alemanno, in primis).

L’UDC direi che continua a giocare solo per rimanere nella maggioranza e riproporre il governo Monti. La Lista per l’Italia non ha riscosso alcun successo anche perchè eventualmente i papabili candidati di quella lista non vogliono fregiarsi del simbolo dello scudo crociato e avere come “leader” di partito la giovane  new entry Pierferdinando Casini…Eventualmente è da Italia Futura e da Fermare il declino che ci si può attendere qualche novità sul fronte del centrodestra ed è lì che potrebbe nascere la Lista per l’Italia che ha in mente Casini. Ma anche loro stentano a decollare, un po’ perchè non hanno ancora le idee chiare, un po’ perchè ancora non hanno mezzi e visibilità paragonabili ai partiti “tradizionali”. Anche se ieri Montezemolo una mossa l’ha fatta, con la conseguenza però di far “incazzare” Oscar Giannino. Insomma forse è già una “falsa partenza”.

L’IDV e FLI navigano a vista dopo essere stati scaricati dai rispettivi partner e i sondaggi recenti non li premiano. Fini sta addirittura pensando all’ipotesi di candidarsi alle primarie del PDL. Può sembrare una mossa folle, ma per uscire da quel 2-3% dei sondaggi potrebbe anche essere un’ipotesi.

La vera incognita resta Grillo e il suo M5S. In quel caso si che le elezioni siciliane potrebbero dare enormi sorprese. La Sicilia è tradizionalmente una roccaforte dei partiti storici ed è l’emblema del Sud conservatore che fino ad oggi non ha dato alcuna chance a Beppe Grillo. Gli indizi però questa volta fanno presagire ben altro. E se il M5S dovesse andare in doppia cifra anche in Sicilia, mi aspetto un’impennata seria del suo gradimento anche nel resto d’Italia.

Per concludere, diamo un’occhiata all’oggi provando a prevedere il domani. Ho comparato tutti i sondaggi del mese di ottobre pubblicati sul sito del governo, sondaggipoliticoelettorali.it. Sono 15 rilevazioni di 7 istituti diversi.

Le percentuali medie dei principali partiti sono le seguenti:

PD: 27,3%

M5S: 17,1%

PDL: 15,7%

UDC: 6,4%

Lega: 5,6%

IDV: 5,5%

SEL: 5,4%

FLI: 2,8%

LD: 2,6%

FDS: 2,3%

LD è La Destra, FDS è la Federazione della Sinistra.

In prospettiva questi dati ci dicono due cose: con la legge elettorale attuale non ci sarebbe alcuna maggioranza al Senato. Con la proposta Malan – bozza di riforma elettorale attualmente in esame – non ci sarebbe alcuna maggioranza neanche alla Camera.

E dunque?  Tanto rumore per….Monti?

LDG