Cari amici del blog, mi tocca di nuovo replicare a un quotidiano, chiedo scusa!

Oggi Francesco Maesano scrive, sul Fatto Quotidiano, un articolo intitolato “Alemanno poco social e tanto spot”. Premetto che di Alemanno si parla solo nel titolo, perchè tutto l’articolo è invece incentrato sul profilo Twitter di Roma Capitale, su una recente indagine on line avviata dal sottoscritto e – per l’ennesima volta – sul mio stipendio…Tanto valeva intitolarlo “Di Gregorio poco social e tanto spot”.

Allora, vediamo di affrontare tutti i punti per ordine.

1. L’articolo sostiene che io abbia recentemente mandato un questionario on line agli utenti identificati al portale di Roma Capitale perchè “le scadenze elettorali sono alle porte” e occorre darsi “un gran da fare per recuperare il tempo perduto”. Secondo Maesano io, dunque, avrei inviato un questionario in cui si chiede se si è a conoscenza del fatto che Roma Capitale abbia attivato un account Twitter e una pagina ufficiale su Facebook e si chiede un’opinione sulla gestione di questi profili istituzionali per fare campagna elettorale per Alemanno…Un sillogismo cristallino…Valutare il livello di conoscenza e di gradimento di un servizio dell’Amministrazione equivale a fare campagna elettorale per il suo Sindaco. Se così fosse, ogni indagine demoscopica sui servizi erogati da Roma Capitale sarebbe da interpretarsi come propaganda. Un bel salto carpiato, non c’è che dire…

2. Più avanti nell’articolo si afferma che i dati di Roma Capitale su Twitter  “comparati con quelli di altre amministrazioni, non siano così esaltanti”. I profili Twitter riportati nella comparazione sono: Londra con 72 mila follower, Barcellona con oltre 40 mila, Torino con 55 mila, Napoli con 13 mila e Firenze con 8800. Roma Capitale ne conta, in questo momento, 6835. Ora, sorvolando sulla validità del solo parametro dei follower circa l’efficacia dei profili sui social network su cui mi sono espresso varie volte, mi chiedo: è mai possibile che a Maesano non sia venuto in mente neanche per un istante che i profili che cita siano nati molto prima di quello di Roma Capitale?! Evidentemente no…Ok, facciamo un po’ di chiarezza allora, sulla base di una rapida indagine su Twittercounter.

Queste le date di “nascita” degli account menzionati:

Londra,  12 giugno 2009.

Barcellona, 31 dicembre 2008.

Torino, 30 novembre 2008.

Napoli, 5 marzo 2010.

Firenze, 9 dicembre 2011.

Roma Capitale, 19 aprile 2012.

Questa sequenza potrebbe bastare a spiegare i dati sui follower, ma ho voluto indagare un po’ più a fondo, sempre grazie a Twittercounter, e mi sono chiesto: “quanto tempo ci hanno messo questi account a raggiungere i 6835 follower che vanta oggi Roma Capitale?” Ecco le risposte:

Londra: 9 mesi

Barcellona: 2 anni e 8 mesi

Torino: 2 anni e 1 mese

Napoli: 2 anni

Firenze: 9 mesi

E….Roma? 8 mesi….Devo aggiungere altro? Direi di no, diciamo solo che forse l’analisi di Maesano era un po’ troppo superficiale, così…per essere buoni e credere sempre nella buona fede.

3. Passo infine alla “nota dolente” del mio stipendio, che proprio non riesce a uscire dai resoconti giornalistici. Maesano si è documentato e ha letto la mia replica a Repubblica sul presunto stipendio d’oro di qualche settimana fa, mi ha dato ragione sulla ricostruzione delle cifre (e vorrei ben vedere…), ma chiude con un “soltanto” 96 mila euro tra virgolette a voler dire che la cifra da me percepita è comunque alta. Dunque, oltre a invitarlo a rileggersi bene l’articolo, ribadisco per l’ennesima volta: IL MIO STIPENDIO E’ DECISO DAL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEI DIRIGENTI PUBBLICI – COMPARTO REGIONI E ENTI LOCALI! Non c’è nessun trattamento particolare, nè indennità ad personam, nè niente del genere….Se il mio stipendio è troppo alto, allora lo è anche per altre decine di migliaia di dirigenti pubblici. Era questa la tesi dell’articolo? Se si, che lo si dica chiaramente. Sono cinque anni che mi tocca far presente che la mia retribuzione è esattamente quella prevista dalla normativa nazionale…

Scusate lo sfogo e questo nuovo post forzatamente autobiografico.

LDG