Cari amici del blog, lo scorso 28 dicembre, nella rubrica “I lettori denunciano” di Repubblica Roma vi era la lettera di Valter Benigni che recitava testualmente:

“Per connettersi alla rete wi-fi di Roma è necessario inserire una serie infinita di dati come nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero di telefono e, poi, trascrivere il codice e chiamare dal numero indicato. Il servizio è solo per numeri italiani quindi i turisti non possono usufruirne. Impariamo dalla Turchia dove, già nel 2010, tutti i mezzi e locali pubblici avevano wi-fi gratuita, veloce e immediata”.

Il titolo scelto dal quotidiano per tale denuncia è: “Lenta e inaccessibile agli stranieri, così fallisce la nuova rete wi-fi”.

Bene, invito tutti coloro che leggeranno questo post a provare a registrarsi e a verificare se la “nuova rete wi-fi”, ossia quella di Roma Capitale, richiede tutti quei dati per l’iscrizione…E, una volta che vi sarete registrati, vi invito a valutare la velocità della connessione. Scoprirete così che Valter Benigni non si riferiva al nostro servizio “DigitRoma”, bensì a Provincia wi-fi. Ipotesi che evidentemente non è minimamente balenata nella mente di chi ha voluto dare quel titolo alla lettera di “denuncia” del cittadino…

Sempre per amore di verità, ci tengo a precisare che:

1. La registrazione al nostro servizio richiede solo: nome, cognome, numero di telefono e email.

2. Per i turisti, entro il mese di gennaio attiveremo delle one time password che permetteranno loro di accedere liberamente al nostro servizio wi-fi senza dover acquistare una SIM di un operatore italiano (la legge ci impone di identificare coloro che accedono al wi-fi pubblico, ecco perché praticamente tutte le amministrazioni che hanno attivato wi-fi pubblici in Italia chiedono una SIM di operatore italiano, dato che i nostri operatori identificano mediante documento l’acquirente).

3. La velocità della nostra connessione è molto elevata perché abbiamo scelto di installare i nostri hotspot sulle nostre sedi tutte dotate di banda larga, dai 100 MB in su.

Ovviamente quanto scritto in questo post è stato inviato anche alla redazione romana de’ La Repubblica, ma come sempre le mie rettifiche restano gelosamente custodite nelle caselle email di coloro che le ricevono…

Confidando sempre nella buona fede e nella correttezza dei nostri mezzi di informazione, vi ringrazio per l’attenzione.

LDG