Italiano: Mario Monti

Italiano: Mario Monti (Photo credit: Wikipedia)

Mario Monti ha imboccato la via social e l’ha fatto lasciando il segno.

Prima con un profilo Twitter segnato da un “giallo”, con un fake che aveva addirittura simulato l’icona dell’account verificato.

Poi facendo incetta di follower, pur senza seguire nessun altro account. Alcuni dissero: “solo lui e il Papa hanno un profilo senza following”.

In seguito è nata la piattaforma: peragendamonti.it. Design contemporaneo, linguaggio semplice e diretto, “gamification” per incrementare l’engagement, ossia la capacità di aumentare la partecipazione, virtuale e reale, dei seguaci.

Infine, stamattina, la tanto attesa Q/A (Question/Answer) con gli utenti di Twitter: l’ex premier, senza loden ma in giacca e cravatta, si è messo alla scrivania e ha risposto alle domande provenienti dalla rete. A dire il vero, sembra abbia risposto a 14 domande su circa 2000 e si è trattato per di più di risposte generiche ed evasive – ma Twitter non aiuta a dare risposte dettagliate, dato il limite di caratteri.

La mia impressione generale, tuttavia, è che si stia forzando un po’ la mano. Ieri sera Monti ha detto a “Otto e mezzo” che non è suo costume fare comizi in piazza e che probabilmente non ne farà. Ecco, a occhio e croce, direi che risulta poco credibile anche questa versione social. Ho come l’impressione che il suo staff, indubbiamente competente in materia, stia cercando di trasformare il “professore” in un blogger di grido nel giro di pochi giorni. Attenzione, i risultati in termini di “marketing politico” non sono niente male, se consideriamo che a fronte delle 14 risposte su Twitter sono arrivati circa 25 mila follower in un giorno. E anche la piattaforma è fatta molto bene – mi sono iscritto appositamente per testarla. Tuttavia, il web e i social media sono cartine di tornasole, è difficile mentire o improvvisarsi. E diventano premianti solo se ognuno appare autentico, se stesso.

Non è un caso che più che le 14 risposte oggi abbiano fatto parlare le faccine e il WOW di sorpresa dopo che @senatoremonti ha superato i 100 mila follower. Hanno fatto discutere perchè sono sembrate, appunto, forzature. Monti non è Renzi, nè Grillo, attenzione a provare a trasformarlo in un guru del web in pochi giorni, potrebbe diventare un boomerang e fargli perdere parte della sua “inarrivabile” credibilità. La sua arma migliore…

LDG