In questi giorni impazzano le discussioni sul “voto utile”. In letteratura politologica il voto utile non esiste, o meglio viene definito in maniera più nobile, come “voto strategico” o come “voto tattico” – evidentemente perchè per chi studia la politica tutti i voti sono “utili” – e si contrappone al “voto sincero”. In altri termini, a causa delle logiche di funzionamento di alcune formule elettorali, può capitare che gli elettori tendano a non votare sinceramente a favore del proprio partito (o candidato) preferito, perchè reputano quel voto sprecato (wasted vote dicono gli anglosassoni in maniera esplicita) in quanto la loro prima scelta non avrebbe alcuna possibilità di vincere le elezioni. Questo capita molto spesso in presenza di sistemi elettorali maggioritari, mentre molto di rado in presenza di sistemi elettorali proporzionali. Il perchè si intuisce facilmente: i sistemi proporzionali non operano distorsioni nella trasformazione di voti in seggi. Se un partito prende il 5% di voti, prenderà anche il 5% di seggi, dunque non c’è pericolo di sprecare il proprio voto. Viceversa, nei sistemi maggioritari un partito potrebbe prendere a livello nazionale il 30% di voti e non prendere neanche un seggio (chiedere ai Liberali britannici, ne sanno qualcosa…). Se tutto questo è vero, direte voi, perchè impazza la querelle sul voto utile anche da noi visto che il nostro è un sistema proporzionale? Semplicemente perchè quello che viene presentato come sistema proporzionale in realtà non lo è affatto. Il porcellum è un sistema maggioritario di coalizione, con riparto proporzionale dei seggi. Vale a dire che chi arriva primo prende la maggior parte dei seggi (55%) e solo la parte restante (45%) viene distribuita in proporzione agli altri partiti. Ecco perché il voto utile conta anche per il nostro sistema. Ed ecco perché, da una parte Berlusconi tende a convincere i suoi elettori a non votare per Giannino, per Fratelli d’Italia, per Grillo e dall’altra parte Bersani e i suoi cercano di fare terra bruciata intorno a Ingroia, a Grillo e a Monti. Funzionerà questa operazione? Stando agli ultimi sondaggi pubblicati sembrerebbe di si, almeno sul fronte dell’erosione del consenso ai montiani. Funziona meno per Grillo perchè quest’ultimo poggia su un elettorato antisistema che non vede l’ora di votare per il Movimento 5 Stelle al fine di dare un segnale forte e inequivocabile alla classe politica che fino ad oggi ha governato il nostro paese.

Tuttavia, per quanto possa funzionare, mettiamoci tutti l’anima in pace. Utile o sincero che sia il nostro voto, la maggioranza che uscirà dalle urne sarà parecchio “zoppa”. Avremo un Senato pressoché privo di maggioranza, anche qualora quest’ultima si allargasse all’area montiana. Pertanto, io vi do il mio suggerimento: votate in maniera sincera, per la vostra prima scelta, per chi vi convince di più. Non c’è tattica che possa garantire una maggioranza stabile questa volta. Quale voto più utile allora che quello dato al nostro candidato e al nostro partito preferito? Almeno avremo una fotografia reale per cominciare a pensare alle prossime elezioni…Quelle del 2014!

LDG