La politica tornerà…

Tra tecnocrazia, sofocrazia (governo dei saggi) e antipolitica è un anno e mezzo che la nostra democrazia fatica a ridare centralità alla politica. Certo, l’ultimo voto non ha aiutato, col paese diviso in tre che – anche, ma non solo, a causa del porcellum – non è riuscito a garantire alcuna maggioranza al Senato e nessuna ipotesi di accordo. A mo’ di roulette messicana, con tutti i partiti e le coalizioni l’un contro l’altro armati senza mollare di un centimetro. Per Grillo nessuna fiducia agli “zombie”. Per Bersani nessun governo con gli “impresentabili” del pdl. Risultato: Napolitano ha prorogato il governo Monti, nominando nel contempo 10 saggi istituzionali/economici per stilare un’agenda il più possibile condivisa. Dunque, tecnici al governo, saggi al lavoro e politica ancora sospesa… Ma quanto durerà questa sospensione della e dalla politica che va avanti di fatto dal 2011? A mio avviso durerà poco e per fortuna aggiungo. La classe politica della seconda repubblica ha enormi responsabilità per lo tsunami che si è abbattuto alle urne e per i rimedi-tampone, tecnocratici e sofocratici, che Napolitano si è dovuto inventare di volta in volta. Ma pian piano, questa fase imploderà perché ne imploderanno i prerequisiti. Il governo tecnico è uscito con le ossa rotte, tra aspettative deluse e indicatori mecroeconomici disastrosi. Grillo e i suoi, dopo l’exploit elettorale, stanno perdendo due punti a settimana stando ai sondaggi più recenti, sulla scia di un atteggiamento “irresponsabile”, spocchioso e arrogante, e di evidenti contraddizioni e limiti: streaming solo quando vogliono loro; il mantra della trasparenza ben oltre il dovuto e il lecito, anche in democrazia; un ceto parlamentare decisamente poco attrezzato e succube della diarchia Grillo-Casaleggio che continua a dettare la linea tra una parolaccia e una proposta populistica.

Non può durare. La politica tornerà. E tornerà la politica di professione, quella “normale” in una democrazia contemporanea. Non ci si improvvisa politici o parlamentari. Non esistono partiti o movimenti senza organizzazione interna. Non esiste trasparenza sempre e ovunque, pena la stabilità di un sistema politico e pena dirette straming imbarazzanti come quella di Bersani-Crimi/Lombardo, che era tutto fuorché un incontro sincero e trasparente: i sociologi lo chiamano “paradosso dell’osservatore”, chi sa di essere osservato non si comporta spontaneamente…ergo più reality che realtà.

Deve tornare la politica e deve tornare più forte di prima. Più forte dell’antipolitica, più forte del populismo e dei sondaggi, più forte della finanza e delle organizzazioni internazionali. Ma per farlo, ormai è evidente, serve un profondo cambiamento, una vera e propria rigenerazione. Serve una politica per vocazione e competenza (politik als beruf, diceva Max Weber, ossia politica come professione e vocazione), che intenda il ruolo con grande spirito di servizio e nell’interesse della nazione. Chi continuerà a farla per arricchirsi o per la brama di potere, sarà sempre e comunque l’artefice, se va bene, di un grillismo di ritorno, se va male di una rivolta del popolo. Fin qui, tutto sommato, c’è andata bene…

LDG

Un commento

  1. Tutto giusto…..ma che torni la Politica seria. Quella della competenza, della credibilità, del coinvolgimento popolare. Buon lavoro!!

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