Dopo aver decapitato in tempo di record la Polizia locale di Roma Capitale, alla domanda su chi sarà il successore del capo dei vigili, Ignazio Marino risponde così: “il nuovo comandante della polizia municipale sarà scelto attraverso il metodo utilizzato fino ad adesso per ogni percorso: la valorizzazione dei curricula”. Già, perchè lui è convinto – e forse non solo lui – di aver scelto anche tutta la Giunta sulla base dei curricola, d’altronde lo dice da aprile scorso che l’avrebbe scelta solo sulla base delle competenze. E siccome nessuno, ma proprio nessuno, ha osato mettere in discussione questa realtà, Marino continua a campare di rendita serenamente sulla base dei suoi “effetti annuncio”. Qualcuno si è chiesto, ad esempio, se Flavia Barca ha un curriculum adeguato per le deleghe che ha? O se Paolo Masini si sia mai occupato di Lavori Pubblici? O se Alessandra Cattoi si sia mai occupata di Scuola, Giovani e Pari Opportunità? Pare proprio di no…E dunque, siccome il “mantra” del merito e della trasparenza oggi è un must in termini di comunicazione, qualunque sia il ruolo di vertice da ricoprire, la risposta è sempre la stessa: “sceglierò sulla base dei curricola”, che poi diventa automaticamente il titolo di tutti i pezzi di cronaca locale, e va bene così, il risultato pieno è raggiunto. Guai ad accendere il cervello e utilizzare un minimo di spirito critico, per carità…

Ora, mettiamo il caso che io avessi voluto propormi come assessore o come capo dei vigili, a chi diavolo avrei dovuto mandare il mio CV? Qual è la procedura per la selezione? In base a quali parametri sceglierà il Sindaco? Non si sa.  Mi si dirà che neanche i suoi predecessori l’hanno fatto. Certo, ma è proprio lì che voglio arrivare. Le scelte degli assessori, così come del capo dei vigili, sono una prerogativa del Sindaco. Se il Sindaco decide di nominarli sulla base del merito, della fiducia, dell’appartenenza politica, dell’amicizia personale, delle indicazioni dei partiti, sono tutte ipotesi che non inficiano la legittimità della scelta. Lui decide e lui ne paga le conseguenze in caso di “flop”. Oneri e onori. Ma se un Sindaco, come fa Marino, decide di cavalcare il mantra dell’accoppiata trendy “trasparenza e merito” deve essere conseguente: o pubblica un indirizzo email a cui mandare i CV e in cui spiega modi e tempi della sua scelta, oppure dica semplicemente: “sceglierò in base ai CV delle persone alle quali io lo chiederò”. In caso contrario, prima o poi qualcuno il trucco lo scoprirà…

LDG