Non voglio fare il “Pierino”, ma non posso stare zitto, scusate. Alcuni giorni fa è stato pubblicato un banner sul portale istituzionale di Roma Capitale che rimanda a un sito apposito relativo al grande progetto della Pedonalizzazione dei Fori Imperiali (che pedonalizzazione non è…non a caso in un altro banner si parla di limitazioni al traffico).

A parte il fatto che il banner è animato, non statico – il che lo colloca borderline con la Legge Stanca; solitamente le P.A. evitano banner animati perché possono provocare episodi di epliessia – il problema vero è che rimanda a un sito foripedonali.it che ad oggi risulta registrato e amministrato da Paolo Guarino. Curiosamente Paolo Guarino è stato spin doctor della campagna elettorale di Ignazio Marino… Ma a prescindere dal suo ruolo pregresso, il portale istituzionale non può rimandare a siti gestiti da privati, anche perché, molto semplicemente, si fa pubblicità a siti web di soggetti non istituzionali. Allo stesso modo, un sito di un privato non può utilizzare la brand identity di Roma Capitale. Insomma, c’è un problema…

Ciò premesso, aprendo il sito “incriminato” ho avuto letteralmente i brividi… In particolar modo, nella sezione “il progetto”, c’è un cronoprogramma che, oltre a riportare virgolettati enfatici di Ignazio Marino (poco elegante e poco istituzionale), rimanda direttamente al sito personale dell’attuale Sindaco per “dimostrare” (tutti sanno che non è così, basta leggere i giornali) che il mondo della cultura è a tutto a favore del progetto. E questo proprio non si fa. L’istituzione è una cosa, i siti personali un’altra. E un sito apparentemente (visto che l’amministratore è un privato, ma l’identity è istituzionale) di Roma Capitale non può rimandare a un sito personale, per quanto del Sindaco.

Qualche giorno fa avevo scritto un pezzo, #Marino Marketing S.r.l. per evidenziare lo stile di governo tutto schiacciato sulla comunicazione e sulla propaganda dell’attuale Amministrazione di Roma. Oggi però devo constatare che stiamo andando oltre, fuori dal buon senso e soprattutto fuori dalle regole.

La propaganda è una cosa, l’istituzione un’altra. Evidentemente ancora il confine non è chiaro…

LDG