Diciamo la verità, non è così sorprendente che a piazza Cavour (su cui affaccia il palazzo della Corte di Cassazione) in questi giorni non ci sia affatto fermento, ad esclusione dei giornalisti giustamente accampati in attesa di una sentenza comunque importante. Io sono convinto che l’Italia sia ormai ben oltre il ventennio berlusconiano. Il PDL ha perso oltre 6 milioni di voti alle ultime elezioni politiche e nelle elezioni amministrative e regionali non è andato meglio. I problemi seri che attanagliano il paese ormai da anni sono prevalenti rispetto a un’offerta politica che non riesce a rinnovarsi e a intercettare le domande dell’elettorato, né a fornire risposte concrete e in tempi rapidi. L’impressione che ho è che questa sentenza sia importante solo per la classe politica e poco o per nulla per i cittadini che, Berlusconi o non Berlusconi, aspettano qualcuno che sia in grado finalmente di risolvere problemi strutturali quantomai gravi e brucianti. Infatti, tutte le discussioni relative all’esito della sentenza vertono sulla tenuta della maggioranza e del governo, sulle conseguenze sul PDL (o su Forza Italia?) e sul congresso del PD. Per carità, tutte cose fondamentali per governare un paese, dato che c’è di mezzo una probabile rivoluzione del sistema dei partiti e una possibile riforma elettorale, da cui derivano i governi di domani. Ma i cittadini non partecipano. Osservano, delusi e disillusi, uno scenario sempre più autoreferenziale che proprio non riesce a uscire dalla campana di vetro in cui si è infilato da diversi anni.
Personalmente non ho idea di cosa deciderà la Cassazione, né delle conseguenze politiche di questa sentenza. Quello che mi auguro, credo in linea con quasi tutti gli italiani, è che si chiuda finalmente una pagina e se ne apra un’altra, totalmente nuova. Da una parte e dall’altra. Una pagina che veda la fine dei partiti personali, degli effetti annuncio mai seguiti da politiche concrete, del circuito politico-mediatico autoreferenziale che perde di vista i problemi seri del paese e pensa solo a monitorare h24 agenzie e rassegne stampa. In poche parole, auspico la fine del presentismo e dell’individualismo come filosofia di vita della politica. Perché senza un “noi” continueremo ad essere un insieme scoordinato di tanti “io” che si guardano allo specchio, quando non allo specchietto retrovisore… E una giustapposizione di tanti ego ipertrofici non è una nazione, né mai lo sarà…

LDG