Il PDL è a un bivio. Serio e drammatico. Per ora sembra prevalere la logica e il sangue freddo e questo mi rasserena. Il timore che la riunione di ieri sera a Palazzo Grazioli potesse portare a scelte di fatto eversive era più che mai fondato. Sulla scia della rabbia, della frustrazione e dello “spirito di servizio” (o “servile”) di alcuni falchetti, poteva davvero succedere di tutto. Per fortuna, ad oggi, forse anche per convenienza – meglio stare al governo in questi casi – non è accaduto nulla di irreparabile.

Ma è chiaro che, se alle dichiarazioni stereotipate sulla persecuzione giudiziaria di Berlusconi dovessero accompagnarsi manifestazioni eclatanti che si ribellano alla sentenza della Cassazione, si aprirebbe un vulnus simbolicamente molto grave per la nostra democrazia. Finché si sostiene la persecuzione di un uomo libero e si sostiene una lotta anche a colpi di leggi di riforma discutibili, ma improntate da una convinzione persecutoria, ci può stare. Ma ribellarsi a una sentenza passata in giudicato dopo i tre gradi di giudizio aprirebbe un altro fronte, ben più grave. Più grave anche della telefonata di Berlusconi premier in diretta a Porta a Porta che lamentava la scarsa incidenza politica di Napolitano sulla Corte Costituzionale relativamente al “lodo Alfano”: in pratica il capo del governo che lamenta una debole commistione tra i due poteri di garanzia del nostro sistema istituzionale… Ricordo che cambiai canale per la vergogna…

Mettere seriamente in discussione questa sentenza significherebbe mettere in discussione l’intero ordinamento italiano, le nostre regole, la nostra costituzione, il nostro Stato, la nostra democrazia. Sarebbe, né più né meno, un atto eversivo figlio di vent’anni di battaglia politico-mediatica, spesso borderline con l’eversione, ma che tutto sommato fino ad ora non ha mai tracimato.

Mi auguro che si continui a restare nei limiti delle proteste verbali, ma nel rispetto della sentenza. Perché se si vuole andare oltre, coerentemente con le premesse, le conseguenze sarebbero inevitabilmente rivoluzionarie. E non mi pare proprio il caso…

LDG