Il messaggio alle Camere di Giorgio Napolitano ieri ha generato, tra le varie reazioni e conseguenze, anche una nuova scarica di “pallettoni” sulla Bossi-Fini. Il combinato disposto tra la strage di Lampedusa e il sovraffollamento delle carceri non poteva far passare indenne il feticcio ideologico (bipartisan) della legge sull’immigrazione del 2002. L’associazione logica tra la Bossi Fini e l’affollamento carcerario è data ovviamente dal famigerato reato di immigrazione clandestina, per il quale oggi Repubblica ha anche lanciato in pompa magna una raccolta di firme per l’abolizione della Bossi-Fini. Allo stato attuale sono oltre 30 mila coloro che “ci sono cascati”, dato che nella Bossi-Fini il reato di immigrazione clandestina non c’è, perché è stato introdotto nel T.U. che disciplina la condizione giuridica degli stranieri ben 7 anni dopo…

Ciò premesso, bisognerebbe capire se i numeri corroborano la logica, ossia se questo maledetto reato di immigrazione clandestina (presente anche in Germania, Francia e Regno Unito) abbia di fatto riempito le carceri di cittadini stranieri. Lo  sostengono in molti, tra cui ieri sera Gennaro Migliore a Linea Notte. Poi, su Twitter, in uno scambio col sottoscritto ha fatto finta di non capire che la Bossi Fini non c’entra nulla…Ma ormai la valanga mediatica è partita, per cui è inutile sottilizzare. E’ come la pedonalizzazione dei Fori a Roma: non sono mai stati pedonali, ma ormai per tutti lo sono…”Una bugia detta una volta resta una bugia, detta 100 volte diventa una verità”, diceva qualcuno…

Torniamo a noi. Il primo dato da considerare è quello della popolazione straniera nelle carceri. Effettivamente c’è una grande crescita negli anni: i detenuti stranieri erano 5 mila nel 1991, oggi sono oltre 23 mila. Ma questa crescita è collegata alla Bossi-Fini, o meglio all’introduzione del reato di clandestinità del 2009? Vediamolo nel grafico che segue:

Diapositiva2Come si evince dal grafico, la crescita dei detenuti stranieri è costante negli anni, con l’unica eccezione tra 2006 e 2007 a causa dell’indulto. Non c’è alcun picco particolare successivo al 2002, ma soprattutto c’è un’inversione di marcia a partire dal 2010, ossia un anno dopo l’introduzione del reato di immigrazione clandestina (anno contrassegnato dalla retta verticale inserita nel grafico). Anche se vediamo il dato in percentuale, ossia quanti detenuti stranieri vi sono nelle nostre carceri in rapporto al totale dei detenuti, il risultato non cambia:

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Il trend di crescita è costante e si conferma un’inversione proprio a partire dal famigerato 2009.

Nessuno considera che l’incremento della popolazione straniera nelle carceri possa essere legata ad un altro, per quanto banale, fattore. Ossia che gli stranieri sono incrementati costantemente nel corso degli anni, come dimostrato da questo terzo grafico:

Diapositiva1Anche in questo caso c’è una sola inversione del trend dovuto in realtà all’esito del censimento 2011. Per il resto, siamo passati, dal censimento del 1991 ad oggi, da circa 1 milione di stranieri residenti a circa 4,5 milioni. Se gli stranieri sono passati dal rappresentare l’1% all’8% della popolazione totale in Italia, ciò ovviamente ha una ricaduta sulle probabilità di commettere reati.

A questo punto l’unico, ultimo, appiglio per coloro che ritengono che gli stranieri finiscano in carcere a causa del reato di clandestinità è fare un rapporto tra il totale degli stranieri presenti in Italia e il totale dei detenuti stranieri, per verificare se quella probabilità è aumentata dal momento dell’introduzione del reato di clandestinità. Ecco il risultato:

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Come si vede dal grafico, se nel 2001 i detenuti rappresentavano l’1,2% della popolazione straniera residente, oggi costituiscono lo 0,5%. Con un forte calo, iniziato proprio nel 2001 e di certo non invertito né dalla Bossi-Fini, né dal pacchetto sicurezza del 2009.

Ricapitolando, dunque. La popolazione straniera detenuta nelle nostre carceri costituisce oggi il 35% dei detenuti totali. Non sono pochi gli stranieri in carcere, non c’è dubbio. Ma se tale numerosità fosse legata alla Bossi-Fini, o alla pacchetto sicurezza, avremmo dei picchi significativi dopo il 2002 e ancor di più dopo il 2009. Tali picchi non ci sono, anzi, dal 2009 c’è un’evidente inversione di tendenza.

Resta un ultimo test, il più banale di tutti, per confermare o confutare la tesi per cui il reato di immigrazione clandestina abbia affollato le carceri, ossia capire quanti stranieri sono detenuti per quello specifico reato. Anche in questo caso, lo facciamo dire ad un grafico, le immagini spesso valgono più di mille parole…

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Tutto ciò premesso, ci tengo a dire che, come sempre, io contesto il metodo, non la sostanza. Non sto dicendo che il reato di immigrazione clandestina sia una cosa buona o cattiva. Sto dicendo che la tesi per cui il sovraffolamento delle carceri dipenda dalla Bossi-Fini – come sostiene mezzo mondo – è una tesi del tutto infondata. Sia perchè la Bossi-Fini non c’entra nulla col reato di immigrazione clandestina, sia perché quest’ultimo ha un incidenza sui detenuti stranieri pari al 3%.

Detto questo, prepariamoci tutti ad altre meravigliose giornate infarcite di cazzate basate sul nulla, ma con un enorme clamore mediatico…Nella speranza che chi di dovere stia lavorando sul serio per la risoluzione dei problemi anziché per avere pochi minuti di visibilità sui media nella gara a chi “la spara più grossa”.

P.S.: qualora qualcuno volesse replicare la mia indagine, i dati utilizzati sono di Istat e del Ministero della Giustizia.

LDG