Prometto che tra qualche giorno mi placo…un altro po’ di pazienza.

La nuova puntata della telenovela “Bossi Fini” ha visto, ieri notte, l’approvazione in Commissione al Senato di un emendamento per abolire l’art. 10 bis del T.U. sulla disciplina della condizione giuridica dello straniero (d.lgs 286/1998). Qualche giorno fa ho scritto che la legislazione italiana in materia di immigrazione è sempre stata “necessitata”, ossia motivata da fattori esterni, spesso traumatici. E noi, che siamo un paese tradizionalista, non potevamo farci scappare quest’occasione per ribadire il concetto: guai ad affrontare un problema complesso con competenza, senza clamore e senza ideologismi! Viva le bandiere, viva il “tempo reale” e viva l’improvvisazione!!! Quasi quasi arrivava prima il tweet dell’emendamento…

E allora, nel giro di una notte, senza che ne fosse informato probabilmente neanche il Premier (di sicuro non lo era il Ministro dell’Interno che dovrebbe avere una certa voce in capitolo…), si avvia, in tutta fretta e senza valutare le conseguenze, un percorso di riforma della legge sull’immigrazione e della gestione dei richiedenti asilo. Questo secondo aspetto è davvero clamoroso, anche se ovviamente ha meno visibilità sui media perché la lettera scarlatta è stata affibbiata al reato di immigrazione clandestina e tutto il resto passa in secondo piano. La questione del diritto di asilo è molto interessante perché è da oltre 15 anni che si cerca di legiferare in materia, ma a destra come a sinistra, si è sempre preferito glissare per evitare che l’Italia diventasse un paese di richiamo non solo dei migranti che si spostano per ragioni economiche, ma anche dei richiedenti asilo. Non è un caso se l’Italia ogni anno ospita un numero di rifugiati molto inferiore rispetto a Germania, Francia o Regno Unito. Semplicemente perché in quei paesi c’è da decenni una legislazione compiuta, che li tratta meglio… Addirittura, la Germania di fatto impose in Europa le direttive che hanno messo fine al cosiddetto asylum shopping, ossia alla possibilità di entrare in un Paese ma chiedere asilo in un altro. Proprio per evitare che le nostre frontiere “groviera” diventassero un loro problema anche sul fronte dei richiedenti asilo.

Ma torniamo al reato di clandestinità. Dopo giorni in cui esso ha rappresentato l’emblema della Bossi Fini, ieri qualcuno ha iniziato curiosamente a scoprire che in realtà con la Bossi Fini non c’entra nulla. Mentana si è corretto durante il TG, Repubblica e Corriere hanno finalmente scritto nei propri articoli che è stato introdotto nel 2009 (e non nel 2002). Insomma, nella confusione generale ha iniziato a farsi strada, zitto zitto, un pezzo di verità. Con qualche chicca niente male a dire il vero, tipo quella di Repubblica, dove si legge che tale reato sarebbe stato “introdotto dalla legge 94 del 2009 in materia di pubblica sicurezza, a modifica della legge 286 del 1998, la cosiddetta Bossi-Fini“. Addirittura, secondo Repubblica, la Bossi Fini alla fine è stata approvata dal governo Prodi nel 1998…Ha del clamoroso tutto ciò!!! 

La verità è che nell’isteria collettiva si perdono di vista anche le cose più semplici e si naufraga nell’ignoranza… E, molto semplicemente, il reato di immigrazione clandestina, approvato nel pacchetto sicurezza del 2009, ha aggiunto al T.U. sull’immigrazione un articolo, il 10 bis. E il T.U. altro non è che la Legge Turco Napolitano (quella sì è del 1998), modificata in parte dalla Bossi Fini nel 2002 e in parte appunto dal pacchetto sicurezza nel 2009. Dunque, se proprio si volesse usare la (il)logica fin qui dominante nel dibattito pubblico, si potrebbe sinterizzare così, usando le parole scelte da Repubblica per un’inutile e sbagliata raccolta di firme (sfido i 50 mila firmatari a trovare l’art. 10 bis nel testo della Bossi Fini..): stanno per abolire il reato di immigrazione clandestina, una norma indegna della legge Turco Napolitano

Ora attendo con ansia le reazioni dell’Europa. Perché se è vero che sulla scia dell’onda emotiva ieri a Strasburgo è stato dato avvio ad una serie di “aiuti” all’Italia, è anche vero che ci hanno sempre considerati un problema per via degli scarsi controlli, non per via del reato di clandestinità (non a caso previsto anche in Germania, Francia e Regno Unito). E, sempre nell’ignoranza generale, ricordo che qualche giorno fa è stato citato un rapporto di Christopher Chope del Consiglio Europeo, presentato sui nostri giornali come un duro colpo alla “Bossi Fini” e dunque come una sorta di “manifesto umanitario” contro una norma simil-nazista. E invece, curiosamente, quel rapporto dice sì che la nostra legislazione è insufficiente, ma perché la reputa debole nel controllo delle frontiere e dei flussi… Guarda un po’… Ma l’Europa può stare tranquilla, ora risolveremo tutto abolendo il reato di clandestinità.  Tutto cambierà e avremo un controllo delle frontiere da fare invidia al mondo!

LDG