Dopo i tragici fatti di Lampedusa, la legge Bossi-Fini è diventata immediatamente il capro espiatorio “lava coscienze”, la scorciatoia cognitiva alla quale addossare le colpe della tragedia senza particolari sforzi di analisi o di strategia. In questi casi serve sempre un “nemico ideologico” a cui affibbiare tutto il male del mondo e, sulla scia dell’onda emotiva generata dalle centinaia di vittime, quella legge “razzista”, “liberticida”, “discriminatoria” e chi più ne ha più ne metta, era un obiettivo alla portata di mano.

Rimando ai miei post precedenti per la ricostruzione di quei giorni. Oggi mi occuperò solo dell’ultima follia, quella innescata dai media nostrani dopo l’approvazione della mozione congiunta del Parlamento europeo a Strasburgo, mercoledì pomeriggio. Il nuovo trip nasce da un’Ansa quanto meno sui generis, che recita quanto segue:

(ANSA) – STRASBURGO, 23 OTT – Il Parlamento Ue ha approvato oggi una risoluzione bipartisan sui flussi di migranti nel Mediterraneo dopo la tragedia di Lampedusa in cui si chiede tra l’altro di “modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare”, un implicito riferimento alla legge Bossi-Fini.

Evidentemente, l’inviato Ansa, anche per rendere più notiziabile l’avvenimento in Italia, ha deciso di non riportare semplicemente la notizia dell’approvazione della mozione, bensì di aggiungerci una sua interpretazione, del tutto arbitraria e totalmente errata, che ha immediatamente generato 24 ore di caos disinformativo in Italia. Da quel momento, infatti, è partito il festival dell’imprecisione e quasi tutti i quotidiani – online e cartacei del giorno dopo – hanno preso per buona quella interpretazione e hanno ripreso, con gusto, l’impallinamento della Bossi-Fini.

Proverò, come sempre inutilmente, a far capire come stanno realmente le cose.

Nel testo della mozione ci sono solo due riferimenti espliciti all’Italia e sono di plauso, per l’avvio dell’operazione Mare Nostrum” e per gli sforzi compiuti a Lampedusa.

La parte della risoluzione che mirerebbe implicitamente a colpire la Bossi-Fini, invece, è palesemente diretta ad altri Stati membri e all’UE che deve rivedere la Direttiva 2002/90. Non può essere diretta alla nostra legge sull’immigrazione semplicemente perchè essa prevede, sin dal 1998, che “non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno” (art. 12, comma 2 del T.U. sull’immigrazione). Viceversa, la Direttiva direttamente chiamata in causa lascia margine di discrezionalità agli Stati membri sul punto. Dunque, qualche Stato membro avrà deciso di sanzionare anche i soccorsi, ma non certo noi…

Questo nuovo “trip” nasce dal fatto che, dopo il disastro di Lampedusa, in diverse trasmissioni di approfondimento (un parolone in questo caso…) ci si lamentava del fatto che, a causa della Bossi-Fini, i soccorritori di Lampedusa avevano paura di essere condannati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. E nessuno, ripeto nessuno, ha obiettato che le cose non stanno affatto così. Non solo non è reato soccorrere, è reato non soccorrere…Ahimé, anche dopo l’approvazione della mozione di mercoledì è passata quella linea, al punto che ancora oggi Bonanni, su Repubblica, sostiene che il Parlamento “ha chiesto l’abolizione della Bossi-Fini là dove considera un reato il soccorso in mare degli immigrati irregolari”. D’altronde, Repubblica ha raccolto oltre 100 mila firme per far abolire la Bossi-Fini a causa del reato di immigrazione clandestina, ignorando che quel reato é stato introdotto 7 anni dopo…

Ma tutto questo era talmente prevedibile che lo scorso 11 ottobre mi ero permesso di fare questa previsione, su Facebook…

 

FB Lampedusa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cos’altro dire…Io ero a Strasburgo in quei giorni, quella mozione l’ho vista crescere e approvare. E per fortuna ho visto, da parte del Parlamento europeo, un approccio realistico e non improntato su battaglie ideologiche e disinformative che invece, ahimè, continuano a dominare il dibattito pubblico in Italia.

Studiate, vi prego. L’informazione non si fa copiando un’agenzia…

LDG