Il pensiero fragile. Breve storia della schiavitù 2.0 | net:politics

Mi permetto di suggerirvi questo post molto interessante di Eugenio Iorio su come il 2.0 sia diventato un tratto culturale in grado di modificare il nostro modo di pensare e di agire. Una sorta di agente di socializzazione secondaria che condiziona in profondità le nostre capacità di analisi e di lettura dei fenomeni.

E’ un post impegnativo, ma vale la pena leggerlo con attenzione. Se mollate dopo poche righe…la tesi del post è tragicamente confermata! :)))

Leggi qui:

Il pensiero fragile. Breve storia della schiavitù 2.0 | net:politics.

Isaac Asimov’s 1964 Predictions About 2014 – StumbleUpon

We could try to predict 2064…but I don’t think we can get the same impressive results.

Take a look:

Isaac Asimov’s 1964 Predictions About 2014 Are Frighteningly Accurate – StumbleUpon.

Social Media Map 2013

Here is Overdrive Interactive’s Social Media Map 2013. “Interactive” means that the file you download is a PDF with links to each of the Social Media listed.

Click on the following link to download the Interactive Map:

http://www.ovrdrv.com/social-media-map/

Social Media Map 2013

 

Due cose sul nuovo sito della Camera – via Francesco Lanza

Questi sono i post che preferisco, in linea con la mia filosofia, come vedrete.

Un’analisi basata su dati, numeri, cifre. Empirismo contro impressionismo. Un post che smaschera il pauperismo imperante e le ipercompetenze “tanto al chilo” che girano sul web e sui social.

Ma davvero crediamo che un bando di gara da 3,5 milioni sia frutto della follia o della totale incompetenza dei dirigenti della Camera? (Che ne pagherebbero le conseguenze direttamente) E davvero crediamo che gestire il portale della Camera dei Deputati sia come gestire un blog su wordpress?

Ricordo commenti simili per il bando da 2,4 milioni di Roma Capitale. in parecchi dicevano: “ve lo faccio io con 200 mila euro”… Poi quando si entrava un po’ nel dettaglio del servizio e dei numeri (75 mila pagine, oltre 100 applicativi, circa 400 redattori pagine web) scappavano a gambe levate…

Leggi su:

Due cose sul nuovo sito della Camera, rivolte anche ai colleghi informatici – Volare è Potare.

La propaganda non è legibus solutus

Non voglio fare il “Pierino”, ma non posso stare zitto, scusate. Alcuni giorni fa è stato pubblicato un banner sul portale istituzionale di Roma Capitale che rimanda a un sito apposito relativo al grande progetto della Pedonalizzazione dei Fori Imperiali (che pedonalizzazione non è…non a caso in un altro banner si parla di limitazioni al traffico).

A parte il fatto che il banner è animato, non statico – il che lo colloca borderline con la Legge Stanca; solitamente le P.A. evitano banner animati perché possono provocare episodi di epliessia – il problema vero è che rimanda a un sito foripedonali.it che ad oggi risulta registrato e amministrato da Paolo Guarino. Curiosamente Paolo Guarino è stato spin doctor della campagna elettorale di Ignazio Marino… Ma a prescindere dal suo ruolo pregresso, il portale istituzionale non può rimandare a siti gestiti da privati, anche perché, molto semplicemente, si fa pubblicità a siti web di soggetti non istituzionali. Allo stesso modo, un sito di un privato non può utilizzare la brand identity di Roma Capitale. Insomma, c’è un problema…

Ciò premesso, aprendo il sito “incriminato” ho avuto letteralmente i brividi… In particolar modo, nella sezione “il progetto”, c’è un cronoprogramma che, oltre a riportare virgolettati enfatici di Ignazio Marino (poco elegante e poco istituzionale), rimanda direttamente al sito personale dell’attuale Sindaco per “dimostrare” (tutti sanno che non è così, basta leggere i giornali) che il mondo della cultura è a tutto a favore del progetto. E questo proprio non si fa. L’istituzione è una cosa, i siti personali un’altra. E un sito apparentemente (visto che l’amministratore è un privato, ma l’identity è istituzionale) di Roma Capitale non può rimandare a un sito personale, per quanto del Sindaco.

Qualche giorno fa avevo scritto un pezzo, #Marino Marketing S.r.l. per evidenziare lo stile di governo tutto schiacciato sulla comunicazione e sulla propaganda dell’attuale Amministrazione di Roma. Oggi però devo constatare che stiamo andando oltre, fuori dal buon senso e soprattutto fuori dalle regole.

La propaganda è una cosa, l’istituzione un’altra. Evidentemente ancora il confine non è chiaro…

LDG

Roma e lo Smart City Index 2013

“Smart City” è una delle formule più trendy – e più abusate – degli ultimi anni. Quello della “città intelligente” è un obiettivo comune a tutte le aree metropolitane del mondo, intente a sfruttare al massimo l’innovazione tecnologica per metterla a servizio dei cittadini e migliorare la loro qualità della vita. Diventare “smart” non è semplice. O quantomeno non è semplice allo stesso modo per tutte le città. Quando incontrai Kevin Hauswirth (social media manager della città di Chicago) mi resi conto di quanto fosse più facile essere “smart” per una città moderna, con una storia recente, una morfologia semplice e razionale e una dotazione di infrastrutture (digitali e non) molto più avanzata delle nostre. E mi sono convinto, una volta di più, di quanto sia sui generis Roma nel panorama nazionale e internazionale. Una città con 2766 anni di storia, con una morfologia derivante da questa storia “eterna”, con un territorio smisurato di 1300 km quadrati (9 volte Milano) e circa 6000 km di strade (da Roma alla Groenlandia) e con un tasso di innovazione e di modernizzazione comunque condizionato da un paese – l’Italia – che non spicca se non per numero di cellulari e di utenti su Facebook…

Leggere sul Rapporto dello Smart City Index 2013 di Between che Roma si colloca al 3° posto su 116 capoluoghi di provincia mi ha fatto capire che negli scorsi anni abbiamo fatto un grande lavoro. Un lavoro di:

– infrastrutturazione sulla banda larga insieme agli operatori delle telecomunicazioni;

– messa in rete dei servizi pubblici mediante i servizi online, informativi e di pagamento, del portale istituzionale e mediante il lancio di DigitRoma, con circa 1200 hotspot, 4 ore di wifi gratuito al giorno e 50 mila informazioni geolocalizzate e aggiornate in tempo reale;

– trasparenza e partecipazione mediante il portale degli Open Data con circa 400 dataset dipsonibili, la sezione “Trasparenza, Valutazione e Merito” del portale istituzionale e il lancio delle pagine ufficiali di Roma Capitale su Facebook, Twitter e Youtube;

– messa in rete dei servizi scolastici attraverso il  “Progetto Scuole” – non ancora considerato dal Rapporto di Between – che ha messo in rete tutte le scuole di Roma Capitale (oltre 500) grazie alla collaborazione con Fastweb e le ha dotate di infrastrutture telematiche;

– informazione in tempo reale sulla mobilità pubblica e privata mediante il  lancio di muovi.roma.it, a cura di Roma Servizi per la Mobilità;

– l’incremento della mobilità alternativa (car sharing, car pooling, auto elettriche e mezzi pubblici a basso impatto ambientale, ecc.);

– più in generale, l’approvazione del primo Piano Strategico di Sviluppo della città di Roma che contiene centinaia di progetti, finanziabili direttamente dall’Unione Europea attraverso il Ministero della Coesione Territoriale, molti dei quali orientati verso un’ottica “smart”.

Certo, c’è tanto lavoro da fare ancora, ma ricordiamoci sempre da dove partivamo, le caratteristiche della città, dell’ente e del quadro di finanza pubblica non proprio favorevole degli ultimi anni (1,5 miliardi di tagli negli ultimi 3 anni e debiti a go-go…).

Spero che la nuova amministrazione non butti via questo capitale di progetti e di innovazione per un mero spirito “simbolico” di discontinuità. Ricominciare da zero comporta tempi lunghi e uno spreco di risorse che di certo non vanno nella direzione di un comportamento “smart”…

Osserverò, fiducioso.

LDG

Roma Capitale e decorourbano.org

Sul Messaggero di oggi si parla della collaborazione avviata da Roma Capitale e il social network decorourbano.org. Una collaborazione partita in via sperimentale lo scorso 7 marzo e giunta a maturazione, dopo un lungo lavoro di organizzazione interna e di allineamento tra sistemi informativi diversi. Decorourbano.org nasce da un’idea semplice quanto vincente: segnalare disservizi e problematiche sul territorio cittadino scattando una foto col proprio smartphone o tablet. Grazie alla georeferenziazione, le segnalazioni sono immediatamente collocate su mappa e sono dunque pronte per essere prese in carico dai Comuni che aderiscono all’iniziativa (i cosiddetti “Comuni attivi”).

Ad oggi, i Comuni attivi sono 82. Il più grande Comune ad aver aderito, prima di Roma Capitale, era Cosenza: 35 volte più piccolo della Capitale in termini di superficie e 40 volte più piccolo in termini di popolazione. Non è un caso che le grandi città tendano a non “lanciarsi” su questo tipo di strumenti che di fatto rendono pubblica la reattività e l’efficienza nell’affrontare e risolvere i reclami e le segnalazioni dei cittadini. Inoltre, le grandi città hanno amministrazioni complesse che coinvolgono strutture decentrate, società partecipate, centinaia (se non migliaia) di operatori addetti ai reclami. Non a caso, dal momento in cui il Sindaco di Roma, peraltro su Twitter, disse di voler aderire a decorourbano.org al momento in cui il servizio è partito è passato circa un anno. Un anno in cui abbiamo lavorato per riorganizzare tutto il front office sui reclami (060606, Urp, punti di ascolto di secondo livello, circa 600 dipendenti in totale) e per rendere compatibile il nostro Sistema Gestione Reclami (SGR) con il sistema e l’interfaccia di decorourbano.org, al fine di non complicare la vita agli operatori e di ottenere un flusso di informazioni rapido ed efficace.

L’adesione di Roma Capitale a decorourbano.org è una grande dimostrazione di trasparenza, di apertura nei confronti dei cittadini responsabili e “civici” e, permettetemi, anche di coraggio da parte di un’amministrazione molto complessa come la nostra. Tanto più in una fase critica di tagli ai trasferimenti e di mancate erogazioni continue, che insieme ai vincoli del patto di stabilità interno, non rendono certo semplici tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria della città.

L’obiettivo futuro è quello di dotare il nuovo portale istituzionale di questo strumento, in linea con quanto fatto, ad esempio, da Kevin Hauswirth a Chicago, amministrazione modello per l’Open Government. Tutti i cittadini identificati al portale avranno un nuovo servizio online che permetterà loro di segnalare con una foto tutti i disservizi che verranno automaticamente e immediatamente presi in carico dagli uffici competenti.

 

LDG