A cosa serve l’URC?

Ieri il Sindaco Ignazio Marino ha inaugurato l’Ufficio per i Rapporti con i Cittadini (URC). Si legge sul portale di Roma Capitale che il “compito del nuovo ufficio è quello di raccogliere idee, osservazioni e proposte dei romani. L’URC ha sede al piano terra di Palazzo Nuovo e le sue sale sono state decorate da tre esponenti della urban art. Novità del nuovo servizio, la possibilità di interagire in modo veloce e diretto con l’Amministrazione: sarà sufficiente inviare un sms, o un messaggio con WhatsApp, per segnalare problemi”.

Quello che non si legge, per ora, è il numero a cui inviare l’sms o per interagire via WhatsApp, così come un indirizzo email a cui poter scrivere.  Insomma, è stato inaugurato l’Ufficio dopo la “tinteggiatura” rigorosamente “de sinistra” dei tre esponenti della Urban Art, mentre non è stato inaugurato il servizio. Per ora è solo un annuncio condito di innovazioni molto “cool” come l’introduzione di WhatsApp.

In attesa di poter interagire col nuovo Ufficio, mi preme fare alcune considerazioni sulla necessità/opportunità di tale servizio. Ad oggi, gli strumenti per inviare segnalazioni, reclami e suggerimenti a Roma Capitale sono i seguenti:

  1. Urp: 30 Uffici di strutture centrali (Dipartimenti e Avvocatura) e decentrate (Municipi) con circa 300 dipendenti.
  2. Contact Center “ChiamaRoma 060606”: 230 operatori in servizio 24 ore su 24.
  3. Portale istituzionale: possibilità di segnalare per tutti gli utenti identificati (circa 150 mila persone).
  4. decorourbano.org: piattaforma con segnalazioni georeferenziate gestite e smistate dal Dipartimento Comunicazione agli Urp e ai Punti di Ascolto di II° livello delle strutture che gestiscono i servizi sul territorio.
  5. Twitter e Facebook di Roma Capitale.
  6. Indirizzi mail e recapiti telefonici di Sindaco, Assessori, dirigenti e funzionari responsabili dei procedimenti di tutto l’ente.

Per mettere in piedi e portare “a regime” questo sistema negli scorsi anni abbiamo lavorato e faticato tanto. Qualcosa va perfezionata nella comunicazione interna, nei tempi di risposta, nell’organizzazione dei flussi di lavoro. Alcuni canali sono più collaudati – come urp, portale e 060606 – altri meno, ad esempio la gestione delle segnalazioni che arrivano agli organi politici, Sindaco in primis. Negli scorsi anni, alla sola mail sindaco@comune.roma.it arrivavano circa 50 mila email all’anno, di cui circa 20 mila per segnalazioni o reclami. Complessivamente, unendo tutti i “canali”, si tratta di gestire 40 mila segnalazioni annue in media. Un lavoro molto complesso, che necessita di una messa a punto costante di organizzazione e comunicazione interna.

Ciò premesso, mi chiedo a questo punto:

  1. A cosa serve un nuovo Ufficio centralizzato?
  2. Quante persone ci lavoreranno e soprattutto come si coordinerà con gli uffici sul territorio (sia quelli di comunicazione, sia quelli gestionali che devono risolvere le segnalazioni)?
  3. Quanto ci costerà?

Personalmente, avrei puntato a rafforzare la catena dei rapporti con i cittadini, potenziando il Dipartimento Comunicazione e Diritti dei cittadini e monitorando costantemente efficacia ed efficienza delle risposte delle strutture decentrate (cosa che avevamo iniziato a fare faticosamente circa un anno fa). Creare un nuovo Ufficio centralizzato e scollegato dal resto del sistema rischia di essere un duplicato costoso e “pericoloso”, specie se, come riporta oggi Repubblica, conta di rispondere “a tutti i cittadini”. A meno che per rispondere non si intenda: “grazie per averci contattato, le faremo sapere…”.

Attendo nuovi elementi per formulare un giudizio più compiuto. Per ora, mi duole dirlo, mi sembra il solito annuncio della “Marino Marketing Srl”, privo di studi di fattibilità a monte (come per il delirio dei Fori), ma impreziosito dalle chicche radical chic (o Aristodem) dell’Urban Art e di WhatsApp. Materiale buono per la prossima intervista di De Gregori…

LDG

Una città a misura di #Marino

Non senza fatica, Ignazio Marino sta cercando di imporre la sua linea, di dettare l’agenda ai mass media, schivando – per ora relativamente bene – tutte le rogne annesse e connesse al ruolo di sindaco di Roma. La strategia è semplice ed evidente per chi “mastica” di comunicazione politica:

  • comunica quasi solo lui per tutta la Giunta;
  • cerca di lanciare un “effetto annuncio” al giorno;
  • usa i social network come fossero un megafono da cui proclamare slogan (e non per rispondere alle migliaia di sollecitazioni critiche che arrivano;  risponde solo quando si può rivendere qualcos’altro);
  • utilizza la comunicazione istituzionale di Roma Capitale al limite della propaganda (con siti gestiti dal suo spindoctor, infarciti quando possibile con suoi virgolettati enfatici e campagne borderline con la pubblicità ingannevole: “I fori diventano pedonali”…);
  • incarna uno stile di policy apparentemente molto netto basato su gesti simbolici di grande effetto, da “marziano” come gli piace sottolineare.

E allora, Marino:

  • “abolisce le auto blu” (non leggete Il Tempo di giovedì e venerdì scorsi però) con una memoria di Giunta – atto non vincolante – che in realtà ricorda solo che le “auto di servizio” sono “auto di servizio”;
  • “dice basta all’acqua nelle bottigliette” (notizia che meritò l’apertura di Repubblica Roma online);
  • “spegne l’aria condizionata dell’Aula Giulio Cesare” (ma pretende Mac e Iphone “aziendali” per sé e per il suo staff…cosa che ovviamente non leggerete da nessuna parte);
  • “si muove in bicicletta” (vedremo fino a quando…);
  • “pedonalizza (neanche per sogno…) via dei Fori Imperiali”;
  • “dona il sangue per salvare molte vite” (l’hanno fatto anche i predecessori, ma con molta meno pubblicità e stupore di cronisti e cittadini con memoria evidentemente riprogrammabile);
  • “sceglie i suoi collaboratori, i manager e la sua Giunta in maniera trasparente e sulla base del merito, selezionando i curricola” (12 assessori, 42 collaboratori e un Amministratore Delegato scelti senza vagliare alcun curriculum e senza alcuna procedura pubblica);
  • “promette a capo dell’Atac un esperto di mobilità” (Broggi non si è mai occupato di mobilità);
  • “azzera la consulenze esterne” (il 22 luglio c’era già un avviso pubblico per due consulenze, poi revocato perché…non servono più (!). Ottima capacità programmatoria).

Sorvolando su alcune promesse lanciate in campagna elettorale (tipo “un giardino pubblico ogni 400 metri” su cui mi sono espresso varie volte: 3213 nuovi giardini in 5 anni, senza considerare costi e tempi, fa quasi tenerezza…), funziona questa strategia? Funziona finché i mass media ti vengono dietro, finché decidono di non levarsi l’anello dal naso e di tornare al proprio ruolo di watchdog. In altri termini funziona fino a quando Roma sarà indiscutibilmente ed entusiasticamente una “città a misura di Marino”. A giudicare dai giorni post-pseudo pedonalizzazione dei Fori, però, qualcosa sembra essere cambiata. Anche Repubblica ha iniziato a titolare in maniera critica sull’operazione forse troppo di facciata. Difficile sostenere che i Fori siano pedonali quando passano 550 veicoli a motore ogni ora. Tutto ha un limite… C’è la reputazione del sindaco, ma anche quella dei mezzi di informazione da difendere.
E poi c’è l’enigma numero uno: quando finirà la “luna di miele” post elettorale riuscirà a governare una città complessa come Roma, peraltro senza un euro in bilancio, solo a colpi di effetti annuncio e di politiche simboliche? A partire da ottobre sarà sostenibile il traffico su via Labicana e su via Merulana? E sopratutto, sarà possibile fare il Sindaco di Roma pensando solo ai Fori Imperiali e senza uscire mai dal Centro Storico, evitando le polemiche sulle buche, sul traffico e sui mezzi pubblici che non funzionano, o sulla sicurezza e sul decoro, o ancora su eventuali aumenti della sosta a pagamento o delle addizionali IRPEF? Temo di no… E l’effetto boomerang potrebbe essere devastante. Forse conviene passare gradualmente dagli effetti annuncio provenienti direttamente da Marte a un’operazione verità molto umana, che abbassi le aspettative dei cittadini altrimenti il “botto” autunnale potrebbe davvero essere a mo’ di meteorite…

LDG

#Marino Marketing S.r.l.

E’ presto per valutare Ignazio Marino, è sindaco da poco più di un mese. Una cosa è già evidente però, la comunicazione costituisce un asset fondamentale, per ora l’unico direi. L’attenzione spasmodica a dettare l’agenda sui mezzi di informazione è fin troppo palese e per ora non si intravede alcuna voce critica nelle cronache locali che metta minimamente in discussione quanto solennemente dichiarato dal Sindaco.

Il passaggio dalle bottigliette d’acqua alle brocche diventa una notizia da apertura per Repubblica Roma. La memoria di giunta che definisce le auto di servizio semplicemente come…auto di servizio diventa una innovazione rivoluzionaria. Il “progetto Fori” che restituirà all’umanità ben 300 metri di corsia preferenziale diventa la notizia del secolo, meritevole anche di una specie di Notte Bianca il 3 agosto prossimo. E ancora, il mantra della trasparenza e del merito per cui ogni nomina verrà effettuata sulla base dei curricola non prevede alcuna procedura al riguardo, eccezion fatta per il Comandante dei Vigili per il quale è stato approntato in fretta e in furia un avviso pubblico “esplorativo”.

In compenso abbiamo un Sindaco, unico portavoce della Giunta (hanno deciso che parla solo lui) e un capo della comunicazione che, stando al portale di Roma Capitale, oggi ricopre sia l’incarico di capo ufficio stampa, sia quello di Direttore del Dipartimento di Comunicazione Istituzionale, in barba a ogni differenziazione funzionale prevista dalla legge 150/2000. Ma soprattutto, come è stato scelto? In base a quale procedura pubblica? Quanti CV sono arrivati a Marino? Dove sono le delibere e le  successive ordinanze che lo hanno formalmente messo a capo dell’intero processo della comunicazione del Sindaco, della Giunta e dell’Ente? Non si sa… Di delibere neanche l’ombra, mentre l’unica ordinanza ad oggi online lo menziona come collaboratore a titolo gratuito del Sindaco. E ho molti dubbi circa il fatto che un collaboratore a titolo gratuito possa essere capo ufficio stampa e tanto meno direttore apicale di un dipartimento di staff dell’Amministrazione…Delle due l’una: o ci sono gli atti formali, ma non sono online. E questo è decisamente un problema di trasparenza. Oppure non ci sono neanche gli atti formali e questo è decisamente un problema di (il)legittimità. In entrambi i casi c’è un bel problema…

Tuttavia, a quanto pare, sono tra i pochissimi a notare certe cose. Oggi la notizia è che il team Marino sta cementando la coesione e lo spirito di squadra giocando a mosca cieca a Tivoli. E va bene così…

LDG

 

 

 

 

Rowling scrive un giallo sotto pseudonimo: flop fino alla rivelazione, poi boom di ordini – Repubblica.it

Quando il brand è il “produttore” e non il “prodotto”… Vicenda interessante, non sorprendente, ma che indubbiamente fa molto riflettere sull’ipermondo in vetrina che viviamo quotidianamente. Oggi la credibilità, l’appeal, la popolarità dell’emittente di un messaggio vale molto più del messaggio stesso. Il logica si definirebbe “fallacia ad personam”, ma tant’è… Facciamocene una ragione…

Leggi su:

Rowling scrive un giallo sotto pseudonimo: flop fino alla rivelazione, poi boom di ordini – Repubblica.it.

Un ebook al giorno: L’informazione

L'informazione

Questo libro di James Gleick è molto interessante. Ed è soprattutto molto istruttivo, si imparano davvero un sacco di cose sulla storia dell’informazione intesa come storia della comunicazione e addirittura del linguaggio oserei dire. Un vero “tesoro” da scoprire…

Leggi su:

Giangiacomo Feltrinelli Editore – Libri/DVD – L’informazione.

Un ebook al giorno: SpotPolitik

Oggi il mio suggerimento arriva in serata…

Trattasi di un libro divertente e spesso irriverente che fa le pulci agli stili comunicativi della politica nostrana. Ma sono “pulci” ben argomentate e frutto di un’analisi attenta di un’addetta ai lavori, una professionista, Giovanna Cosenza.

Buona lettura:Spotpolitik

Editori Laterza :: SpotPolitik.

Intervista su Spinningpolitics su Roma e dintorni

Ho scambiato 4 chiacchiere con Christian Lalla sulle elezioni di Roma e non solo. Per chi ne avesse voglia e tempo, ecco il link:

Luigi Di Gregorio: vi racconto la “war room” di Gianni Alemanno.