Una città a misura di #Marino

Non senza fatica, Ignazio Marino sta cercando di imporre la sua linea, di dettare l’agenda ai mass media, schivando – per ora relativamente bene – tutte le rogne annesse e connesse al ruolo di sindaco di Roma. La strategia è semplice ed evidente per chi “mastica” di comunicazione politica:

  • comunica quasi solo lui per tutta la Giunta;
  • cerca di lanciare un “effetto annuncio” al giorno;
  • usa i social network come fossero un megafono da cui proclamare slogan (e non per rispondere alle migliaia di sollecitazioni critiche che arrivano;  risponde solo quando si può rivendere qualcos’altro);
  • utilizza la comunicazione istituzionale di Roma Capitale al limite della propaganda (con siti gestiti dal suo spindoctor, infarciti quando possibile con suoi virgolettati enfatici e campagne borderline con la pubblicità ingannevole: “I fori diventano pedonali”…);
  • incarna uno stile di policy apparentemente molto netto basato su gesti simbolici di grande effetto, da “marziano” come gli piace sottolineare.

E allora, Marino:

  • “abolisce le auto blu” (non leggete Il Tempo di giovedì e venerdì scorsi però) con una memoria di Giunta – atto non vincolante – che in realtà ricorda solo che le “auto di servizio” sono “auto di servizio”;
  • “dice basta all’acqua nelle bottigliette” (notizia che meritò l’apertura di Repubblica Roma online);
  • “spegne l’aria condizionata dell’Aula Giulio Cesare” (ma pretende Mac e Iphone “aziendali” per sé e per il suo staff…cosa che ovviamente non leggerete da nessuna parte);
  • “si muove in bicicletta” (vedremo fino a quando…);
  • “pedonalizza (neanche per sogno…) via dei Fori Imperiali”;
  • “dona il sangue per salvare molte vite” (l’hanno fatto anche i predecessori, ma con molta meno pubblicità e stupore di cronisti e cittadini con memoria evidentemente riprogrammabile);
  • “sceglie i suoi collaboratori, i manager e la sua Giunta in maniera trasparente e sulla base del merito, selezionando i curricola” (12 assessori, 42 collaboratori e un Amministratore Delegato scelti senza vagliare alcun curriculum e senza alcuna procedura pubblica);
  • “promette a capo dell’Atac un esperto di mobilità” (Broggi non si è mai occupato di mobilità);
  • “azzera la consulenze esterne” (il 22 luglio c’era già un avviso pubblico per due consulenze, poi revocato perché…non servono più (!). Ottima capacità programmatoria).

Sorvolando su alcune promesse lanciate in campagna elettorale (tipo “un giardino pubblico ogni 400 metri” su cui mi sono espresso varie volte: 3213 nuovi giardini in 5 anni, senza considerare costi e tempi, fa quasi tenerezza…), funziona questa strategia? Funziona finché i mass media ti vengono dietro, finché decidono di non levarsi l’anello dal naso e di tornare al proprio ruolo di watchdog. In altri termini funziona fino a quando Roma sarà indiscutibilmente ed entusiasticamente una “città a misura di Marino”. A giudicare dai giorni post-pseudo pedonalizzazione dei Fori, però, qualcosa sembra essere cambiata. Anche Repubblica ha iniziato a titolare in maniera critica sull’operazione forse troppo di facciata. Difficile sostenere che i Fori siano pedonali quando passano 550 veicoli a motore ogni ora. Tutto ha un limite… C’è la reputazione del sindaco, ma anche quella dei mezzi di informazione da difendere.
E poi c’è l’enigma numero uno: quando finirà la “luna di miele” post elettorale riuscirà a governare una città complessa come Roma, peraltro senza un euro in bilancio, solo a colpi di effetti annuncio e di politiche simboliche? A partire da ottobre sarà sostenibile il traffico su via Labicana e su via Merulana? E sopratutto, sarà possibile fare il Sindaco di Roma pensando solo ai Fori Imperiali e senza uscire mai dal Centro Storico, evitando le polemiche sulle buche, sul traffico e sui mezzi pubblici che non funzionano, o sulla sicurezza e sul decoro, o ancora su eventuali aumenti della sosta a pagamento o delle addizionali IRPEF? Temo di no… E l’effetto boomerang potrebbe essere devastante. Forse conviene passare gradualmente dagli effetti annuncio provenienti direttamente da Marte a un’operazione verità molto umana, che abbassi le aspettative dei cittadini altrimenti il “botto” autunnale potrebbe davvero essere a mo’ di meteorite…

LDG

W i #Foripedonali

A parte la lettera impeccabile di ieri sera del Presidente Napolitano, tutti i TG a reti (quasi) unificate e pressoché tutti i quotidiani hanno osannato i fori pedonali, anche in virtù delle dichiarazioni in cui il Sindaco esplicitamente faceva riferimento alla pedonalizzazione partita ieri. Come è noto ai più informati sul progetto, di pedonale non c’è proprio nulla: trattasi di chiusura al traffico privato di circa 700 metri di strada. Per ora non cambia nulla né per i pedoni, né per i ciclisti. Ma siccome la campagna istituzionale (manco tanto) di Roma Capitale sfoggia in un inglese trendy un bel “just walk or bike it”, ci siamo tutti dotati di un bell’anello al naso e a mo’ di gregge pedonale ci siamo convinti che “sarà la passeggiata dei romani”…

Ovviamente, il mio auspicio è che da oggi nessuno pensi davvero di passeggiare serenamente su via dei Fori Imperiali perché essere investito da un autobus o da un pullman a due piani non deve essere una bella sensazione. Tuttavia, nella poco probabile ipotesi di sopravvivere, si potrebbe sempre fare un esposto all’Antitrust per “pubblicità ingannevole”, dato che la campagna istituzionale di Roma Capitale dice che “i Fori diventano pedonali”… e ha convinto mezzo mondo.

Ciò premesso faccio i miei complimenti a Ignazio Marino e al suo staff. La pervicacia con cui hanno insistito nell’utilizzo di questo termine improprio è riuscito a convincere (quasi) tutti. A me però l’anello al naso dà fastidio…I’m so sorry…

LDG

 

 

 

Consultazione online sui Fori: altri due piccoli “sforzi”

Come forse saprete, giovedì sono intervenuto, dapprima su Facebook, poi sul Messaggero per sollevare alcune problematiche di metodo relative alla consultazione online lanciata da Roma Capitale sul progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Devo purtroppo tornarci su perché, nonostante sia stato apportato il correttivo più importante – ossia evitare che tutti possano votare all’infinito inserendo indirizzi email inventati – continuano a sussistere alcuni problemi rilevanti, oltre a quelli già segnalati nella mia intervista.

In primo luogo, per coloro che non sono identificati al portale istituzionale e che votano cliccando sull’apposito banner collocato in Home Page del portale, si richiede di fornire “nome”, “cognome”, “mail”, “città di residenza”, ma non è prevista alcuna informativa relativa al trattamento dei dati personali. Dimenticanza abbastanza grave, sia formalmente che sostanzialmente. Se le nuove email raccolte venissero usate dall’Amministrazione in futuro, si potrebbe incorrere in parecchi esposti al Garante…

In secondo luogo, non è mai specificato il termine della consultazione. Il che, come potete immaginare, costituisce un atto ben poco trasparente: se la consultazione dovesse avere un esito incerto, l’Amministrazione potrebbe decidere quando chiuderla arbitrariamente, registrando così il risultato che più le piace...

Restano inoltre in piedi, come detto, le osservazioni di metodo circa una domanda palesemente biased (ossia che prevede solo risposte positive sul progetto e dunque rischia di alterare la risposta alla domanda successiva) e circa la formula utilizzata per il ringraziamento finale, anch’essa non proprio neutra e istituzionale per essere a firma del Direttore del Dipartimento (e dunque di un manager, non di un politico): “Grazie per aver partecipato a questa consultazione tra i cittadini su un provvedimento che vuole liberare dal traffico e dall’inquinamento uno dei monumenti più importanti della nostra città“.

Sicuramente, alcuni tra coloro che leggeranno questo post – o che hanno già letto la “polemica” sui quotidiani – penseranno che il mio sia una sorta di attacco politico. Liberi di pensarlo, ovviamente. Tuttavia, mi pare più che evidente che siano invece elementari obiezioni di metodo, fatte da chi ha lanciato quelle consultazioni negli anni scorsi e che, per formazione e professione, un minimo di metodologia della ricerca sociale la “mastica”… Diciamo la verità, alla fine dei conti le mie “obiezioni” mirano a salvare l’iniziativa. Fosse stata la politica (che non è il mio mestiere) a muovermi, avrei atteso la pubblicazione dei risultati per “ammazzarne” l’esito… no?

LDG

La propaganda non è legibus solutus

Non voglio fare il “Pierino”, ma non posso stare zitto, scusate. Alcuni giorni fa è stato pubblicato un banner sul portale istituzionale di Roma Capitale che rimanda a un sito apposito relativo al grande progetto della Pedonalizzazione dei Fori Imperiali (che pedonalizzazione non è…non a caso in un altro banner si parla di limitazioni al traffico).

A parte il fatto che il banner è animato, non statico – il che lo colloca borderline con la Legge Stanca; solitamente le P.A. evitano banner animati perché possono provocare episodi di epliessia – il problema vero è che rimanda a un sito foripedonali.it che ad oggi risulta registrato e amministrato da Paolo Guarino. Curiosamente Paolo Guarino è stato spin doctor della campagna elettorale di Ignazio Marino… Ma a prescindere dal suo ruolo pregresso, il portale istituzionale non può rimandare a siti gestiti da privati, anche perché, molto semplicemente, si fa pubblicità a siti web di soggetti non istituzionali. Allo stesso modo, un sito di un privato non può utilizzare la brand identity di Roma Capitale. Insomma, c’è un problema…

Ciò premesso, aprendo il sito “incriminato” ho avuto letteralmente i brividi… In particolar modo, nella sezione “il progetto”, c’è un cronoprogramma che, oltre a riportare virgolettati enfatici di Ignazio Marino (poco elegante e poco istituzionale), rimanda direttamente al sito personale dell’attuale Sindaco per “dimostrare” (tutti sanno che non è così, basta leggere i giornali) che il mondo della cultura è a tutto a favore del progetto. E questo proprio non si fa. L’istituzione è una cosa, i siti personali un’altra. E un sito apparentemente (visto che l’amministratore è un privato, ma l’identity è istituzionale) di Roma Capitale non può rimandare a un sito personale, per quanto del Sindaco.

Qualche giorno fa avevo scritto un pezzo, #Marino Marketing S.r.l. per evidenziare lo stile di governo tutto schiacciato sulla comunicazione e sulla propaganda dell’attuale Amministrazione di Roma. Oggi però devo constatare che stiamo andando oltre, fuori dal buon senso e soprattutto fuori dalle regole.

La propaganda è una cosa, l’istituzione un’altra. Evidentemente ancora il confine non è chiaro…

LDG