Consultazione online sui Fori: altri due piccoli “sforzi”

Come forse saprete, giovedì sono intervenuto, dapprima su Facebook, poi sul Messaggero per sollevare alcune problematiche di metodo relative alla consultazione online lanciata da Roma Capitale sul progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Devo purtroppo tornarci su perché, nonostante sia stato apportato il correttivo più importante – ossia evitare che tutti possano votare all’infinito inserendo indirizzi email inventati – continuano a sussistere alcuni problemi rilevanti, oltre a quelli già segnalati nella mia intervista.

In primo luogo, per coloro che non sono identificati al portale istituzionale e che votano cliccando sull’apposito banner collocato in Home Page del portale, si richiede di fornire “nome”, “cognome”, “mail”, “città di residenza”, ma non è prevista alcuna informativa relativa al trattamento dei dati personali. Dimenticanza abbastanza grave, sia formalmente che sostanzialmente. Se le nuove email raccolte venissero usate dall’Amministrazione in futuro, si potrebbe incorrere in parecchi esposti al Garante…

In secondo luogo, non è mai specificato il termine della consultazione. Il che, come potete immaginare, costituisce un atto ben poco trasparente: se la consultazione dovesse avere un esito incerto, l’Amministrazione potrebbe decidere quando chiuderla arbitrariamente, registrando così il risultato che più le piace...

Restano inoltre in piedi, come detto, le osservazioni di metodo circa una domanda palesemente biased (ossia che prevede solo risposte positive sul progetto e dunque rischia di alterare la risposta alla domanda successiva) e circa la formula utilizzata per il ringraziamento finale, anch’essa non proprio neutra e istituzionale per essere a firma del Direttore del Dipartimento (e dunque di un manager, non di un politico): “Grazie per aver partecipato a questa consultazione tra i cittadini su un provvedimento che vuole liberare dal traffico e dall’inquinamento uno dei monumenti più importanti della nostra città“.

Sicuramente, alcuni tra coloro che leggeranno questo post – o che hanno già letto la “polemica” sui quotidiani – penseranno che il mio sia una sorta di attacco politico. Liberi di pensarlo, ovviamente. Tuttavia, mi pare più che evidente che siano invece elementari obiezioni di metodo, fatte da chi ha lanciato quelle consultazioni negli anni scorsi e che, per formazione e professione, un minimo di metodologia della ricerca sociale la “mastica”… Diciamo la verità, alla fine dei conti le mie “obiezioni” mirano a salvare l’iniziativa. Fosse stata la politica (che non è il mio mestiere) a muovermi, avrei atteso la pubblicazione dei risultati per “ammazzarne” l’esito… no?

LDG

Digit-Roma: Wi-Fi del Comune di Roma. Intervista al responsabile comunicazione del Campidoglio Luigi Di Gregorio | RadioRadicale.it

Dopo DNews, Roma Today, Roma Capitale News e Roma Uno TV, anche Radio Radicale ha voluto “sentirmi” su DigitRoma. Spero contribuisca a fare chiarezza sul servizio e… sulle polemiche.

Ascolta l’intervista:

Digit-Roma: Wi-Fi del Comune di Roma. Intervista al responsabile comunicazione del Campidoglio Luigi Di Gregorio | RadioRadicale.it.

Il 2012 del mio Blog – WordPress

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 6.300 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 11 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Solita rettifica per Repubblica..

Cari amici del blog, lo scorso 28 dicembre, nella rubrica “I lettori denunciano” di Repubblica Roma vi era la lettera di Valter Benigni che recitava testualmente:

“Per connettersi alla rete wi-fi di Roma è necessario inserire una serie infinita di dati come nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero di telefono e, poi, trascrivere il codice e chiamare dal numero indicato. Il servizio è solo per numeri italiani quindi i turisti non possono usufruirne. Impariamo dalla Turchia dove, già nel 2010, tutti i mezzi e locali pubblici avevano wi-fi gratuita, veloce e immediata”.

Il titolo scelto dal quotidiano per tale denuncia è: “Lenta e inaccessibile agli stranieri, così fallisce la nuova rete wi-fi”.

Bene, invito tutti coloro che leggeranno questo post a provare a registrarsi e a verificare se la “nuova rete wi-fi”, ossia quella di Roma Capitale, richiede tutti quei dati per l’iscrizione…E, una volta che vi sarete registrati, vi invito a valutare la velocità della connessione. Scoprirete così che Valter Benigni non si riferiva al nostro servizio “DigitRoma”, bensì a Provincia wi-fi. Ipotesi che evidentemente non è minimamente balenata nella mente di chi ha voluto dare quel titolo alla lettera di “denuncia” del cittadino…

Sempre per amore di verità, ci tengo a precisare che:

1. La registrazione al nostro servizio richiede solo: nome, cognome, numero di telefono e email.

2. Per i turisti, entro il mese di gennaio attiveremo delle one time password che permetteranno loro di accedere liberamente al nostro servizio wi-fi senza dover acquistare una SIM di un operatore italiano (la legge ci impone di identificare coloro che accedono al wi-fi pubblico, ecco perché praticamente tutte le amministrazioni che hanno attivato wi-fi pubblici in Italia chiedono una SIM di operatore italiano, dato che i nostri operatori identificano mediante documento l’acquirente).

3. La velocità della nostra connessione è molto elevata perché abbiamo scelto di installare i nostri hotspot sulle nostre sedi tutte dotate di banda larga, dai 100 MB in su.

Ovviamente quanto scritto in questo post è stato inviato anche alla redazione romana de’ La Repubblica, ma come sempre le mie rettifiche restano gelosamente custodite nelle caselle email di coloro che le ricevono…

Confidando sempre nella buona fede e nella correttezza dei nostri mezzi di informazione, vi ringrazio per l’attenzione.

LDG