Assunzioni di @ignaziomarino. Polemica fuori asse

Con un po’ di ritardo rispetto al sottoscritto – me ne darete atto – alcuni quotidiani hanno notato la crescita numerica dell’esercito di Ignazio Marino, ora giunto a quota 79 componenti, con l’arrivo del comandante della Polizia Municipale. E, come sempre di questi tempi, la polemica è incentrata su costi e stipendi per alimentare la “folla forcaiola”. Ribadisco che a mio avviso questa polemica è fuori asse. Gli stipendi sono in linea con i Contratti Collettivi Nazionali, per cui non c’è alcuna sproporzione su quel fronte. Quanto alla numerosità (i 79 contratti, per ora…) siamo già su un terreno più sdrucciolevole. Non sono pochi, ma soprattutto cresceranno sensibilmente perchè mancano diversi dirigenti esterni all’appello, sia dotazionali che extradotazionali.

In ogni caso, il problema vero, lo ripeto, sta nella procedura. La tanto declamata “trasparenza” e il tanto atteso “merito” sono rimasti sepolti nel programma elettorale del Sindaco. Il che sarebbe un “semplice” problema di responsabilità nei confronti degli elettori, se non fosse invece una procedura illegittima, come confermato dalla Corte dei Conti – sezione centrale  di controllo – nel 2011 (basta leggere la massima e l’annotazione della sentenza).

Da poco sono reperibili sul portale istituzionale le retribuzioni dei dirigenti esterni. Come vedete, sono già 10. Tutti a rischio annullamento proprio per ragioni di trasparenza delle procedure.

Mi chiedo: era così complicato pubblicare un avviso pubblico per salvare faccia e contratti?

LDG

Aggiornamento (con chicche) sull’esercito di @ignaziomarino

L’esercito di Ignazio Marino cresce senza soste. All’ultimo rilevamento siamo a quota 78 incarichi esterni con un costo complessivo di 11,6 milioni di euro fino a fine 2015 (come verificabile qui: L’esercito di Marino).

Ci sono tuttavia due novità importanti da segnalare, che vanno ben oltre i numeri. Lo scorso 25 settembre è stata approvata la delibera di giunta n. 373 che ha modificato il Regolamento degli Uffici e dei Servizi di Roma Capitale. Le modifiche riguardano l’art. 35 e sono fondamentalmente due:

1. Viene ridotta la percentuale di dirigenti esterni dal 12 al 10% della dotazione organica dei dirigenti a tempo indeterminato.

2. Viene incrementata la percentuale di dirigenti assunti fuori dalla dotazione organica dal 2 al 5% della dotazione organica dei dirigenti a tempo indeterminato.

La modifica n.1 sembrerebbe virtuosa, se non fosse in realtà un atto dovuto a causa di una modifica della normativa nazionale che ha imposto questo tetto massimo dopo una querelle nella quale intervenne anche la Corte Costituzionale.

La modifica n.2 invece è una bella “paraculata” (passatemi il francesismo) perché, resisi conto che il 2% era già raggiunto dai 6 dirigenti extradotazionali già assunti, i vertici dell’Amministrazione hanno deciso di “allargare il plafond”… E guarda caso, la delibera successiva, la n. 374, assume il settimo dirigente extradotazionale, ossia il Direttore Esecutivo.

Ricapitolando, il Sindaco che avrebbe valorizzato le risorse interne e avrebbe dato il via alla svolta della “trasparenza e del merito” è già a quota 78 assunzioni esterne, di cui 21illegittime per violazione proprio delle norme sulla trasparenza (ai 20 già censiti si aggiunge il Direttore Esecutivo)

Inoltre, conti alla mano, Marino ha ancora a disposizione 8 dirigenti esterni extradotazionali – grazie all’ultima modifica al Regolamento degli Uffici e dei Servizi – e 32 dirigenti esterni  “dotazionali”. Pertanto, aspettiamoci altre 40 nomine di dirigenti esterni, da almeno 6 milioni di euro annui di costo complessivo e da oltre 15 milioni fino a fine 2015.

Poi ci aspetteremmo anche qualche procedura pubblica, così, giusto per evitare di arrivare oltre quota 60 contratti illegittimi…A proposito di contratti illegittimi, sorvolo sulla telenovela del Comandante della Polizia Municipale, unico caso in cui Marino ha seguito le norme sulla trasparenza e in cui l’Amministrazione è riuscita nell’ardua impresa di scegliere – dopo oltre 3 mesi e con tanto di conferenza stampa di presentazione – un candidato senza titoli

LDG

Il TAR ha competenza sui marziani?

Lo scorso 17 agosto, Il Fatto Quotidiano puntava il dito contro il costo annuo degli incarichi esterni della Giunta Marino: 3,8 milioni di euro a regime, per 58 collaboratori. Sollecitato da questo articolo, l’ufficio stampa del Campidoglio rispose gettando acqua sul fuoco:  “Lo staff dovrebbe essere al completo, più o meno l’organico è questo. Cinquantotto persone non sono poche ma la macchina amministrativa comunale è ampia e complessa”. Un mese dopo, gli esterni sono diventati 68 (vedi tabella, L’esercito di Marino), dunque quel “più o meno” era da prendere con le molle… Il costo annuo è salito ben oltre i 4 milioni e resta da scoprire quanti dirigenti esterni arriveranno alla fine di ottobre, quando è prevista la nuova macrostruttura di Roma Capitale e termineranno gli incarichi dirigenziali attualmente previsti da una recente Ordinanza del Sindaco.

Come sapete, questo argomento è diventato per me una sorta di “chiodo fisso” perchè credo smascheri in maniera fin troppo evidente la “non marzianità” di Ignazio Marino. Il sindaco tutto “trasparenza e merito”, che aveva promesso una selezione pubblica con standard europei (!) addirittura della sua Giunta, si sta rivelando identico ai suoi predecessori, se non peggio… Già, perchè prima di tutto nessuno dei sindaci precedenti si era lanciato in cotante affermazioni circa la propria “marzianità” durante la campagna elettorale in materia di reclutamento del personale esterno, ma soprattutto perchè dal 2010 il Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi di Roma Capitale prevede, all’art.38, quanto segue:

Gli incarichi di funzioni dirigenziali sono conferiti nel rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza stabiliti dalla vigente normativa. A tal fine, l’Amministrazione rende conoscibili, mediante pubblicazione sul sito istituzionale, le posizioni disponibili nella Macrostruttura, acquisendo le eventuali disponibilità dei dirigenti interessati. Ove l’Amministrazione, nell’ambito delle esigenze assunzionali dell’area dirigenziale, intenda avvalersi dell’opportunità di valutare il ricorso a incarichi a contratto, provvede a darvi pubblicità secondo la modalità di cui al precedente periodo, con riferimento alle suddette disponibilità dotazionali“.

Tradotto in italiano “non burocratico”, l’Amministrazione avrebbe dovuto pubblicare diversi avvisi sul portale istituzionale per almeno 8 (ma probabilmente 12) delle posizioni dirigenziali (o equivalenti) ad oggi invece coperte mediante incarichi assegnati a chiamata diretta e senza alcun avviso pubblico.

Dunque, al di là del numero (68 incarichi) e dei costi (nel quinquennio siamo oltre i 19 milioni), c’è un evidente problema di credibilità del Sindaco e di legittimità degli incarichi. Chissà se qualcuno lo farà presente a chi di dovere…

LDG

“Avanza” l’esercito di Marino

Eccoci all’aggiornamento periodico sugli incarichi esterni di “Mister Trasparenza e Merito”, Ignazio Marino. Ci eravamo lasciati a quota 42, meno di un mese fa. Con la pubblicazione delle ultime delibere sul sito di Roma Capitale, vi comunico che i contratti esterni sono diventati 54, con un costo annuo “a regime” di circa 3,6 milioni di euro e un costo totale per i 2 anni e mezzo di contratto pari a 8,7 milioni.

Per facilitare la lettura e la “mappatura” degli incarichi ho deciso di collocarli tutti in una bella tabella excel: L’esercito di Marino. Ricordo a tutti che le cifre che leggerete costituiscono il costo per l’Amministrazione, non gli stipendi lordi (tantomeno gli stipendi netti). Come sapete, le mie osservazioni non sono mai riferite agli stipendi: io ci sono passato e sono convinto che per gli incarichi di alta responsabilità quegli stipendi siano più che congrui, oltre che fissati da CCNL e dunque identici a quelli degli interni.

Le mie critiche riguardano l’alone di “marzianità” che l’attuale Sindaco si è dato e continua a darsi, spesso proprio incentrato sui metodi di reclutamento: lui avrebbe scelto i migliori mediante un avviso pubblico e standard di selezione europei…ricordate? Anche la Giunta e i vertici delle società municipalizzate sarebbero stati scelti così! Una rivoluzione della trasparenza e del merito. Bene, per ora siamo a 54 incarichi esterni, 12 assessori e 1 amministratore delegato (ATAC) scelti tramite chiamata diretta senza uno straccio di avviso pubblico. Forse avevo capito male io, le procedure trasparenti sarebbero iniziate dopo le prime 100 assunzioni…?

Nella tabella allegata troverete anche alcuni nominativi evidenziati in giallo o in celeste. Quelli in giallo riguardano persone che ricoprono ruoli dirigenziali, o con responsabilità equiparate a quelle dirigenziali (capo di Gabinetto, capo Segreteria, capo ufficio stampa, ecc.) per le quali è particolarmente grave che il “marziano” Marino abbia derogato al suo criterio selettivo trasparente. Quelle evidenziate in celeste riguardano invece persone che hanno una retribuzione parificata a quella dei funzionari, ma hanno ricevuto un’indennità ad personam di almeno 40 mila euro annui che portano i loro stipendi ai livelli di quelli dei dirigenti.

Buona lettura e a presto (tanto non finisce qui…),

LDG

Chi ha il copyright della trasparenza?

La trasparenza ormai è un mantra. Il Movimento 5 Stelle, in particolare, ne sta facendo il suo marchio di fabbrica – sebbene più a parole che nei fatti. Nessuno ha visto le riunioni dei parlamentari in diretta streaming; al contrario sono stati “assoldati” due comunicatori che come primo atto hanno stabilito il silenzio-stampa, una cosa a dir poco surreale… In compenso Grillo chiede a gran voce la presidenza del Copasir (il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica) facendo passare il messaggio che i politici “vecchi”, gli zombie, quelli “tutti morti” come direbbe lui, abbiano nascosto al paese tante verità che oggi dovrebbero finalmente essere alla portata di tutti. La questione della segretezza in democrazia è una issue delicata, Fisichella lo definiva uno dei “paradossi” del regime democratico. E’ vero, forse è un paradosso, ma è un paradosso vitale. Lo è per un’efficace difesa da potenziali nemici esterni, ma anche interni. E lo è per garantire legittimità e stabilità al regime democratico. Non esiste democrazia in cui tutto è trasparente, facciamocene una ragione. Se ce ne fosse una, durerebbe una settimana prima di un’invasione altrui, di una guerra civile o di un embargo commerciale da parte di altri paesi…

Ho fatto questa premessa per dire semplicemente che va benissimo incrementare la trasparenza relativamente alle attività delle Pubbliche Amministrazioni in un’ottica di Open Government. Non va bene però se questa pretesa diventa onnicomprensiva. Anche la trasparenza ha dei limiti. E in ogni caso, se ne facciano una ragione gli attivisti del M5S, la trasparenza ha tanti padri. Molti risalgono a secoli fa, nel pensiero liberale, tra coloro che hanno stabilito la rilevanza dell’accountability tra i principi-cardine della democrazia. Ma anche recentemente ci sono tanti padri. Prendiamo la riforma “Brunetta”, ad esempio, nota alle cronache prevalentemente per la battaglia ai fannulloni, ma meritevole soprattutto per le sue novità in materia di trasparenza. Nella legge, del 2009, si parla di “trasparenza intesa come accessibilità totale” ai servizi, ai dati e alle informazioni a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni. Ebbene, oggi sembra che quella legge non esista. Si sente ogni giorno parlare  di Amministrazioni da “aprire come scatole di tonno”. Il candidato del M5S a sindaco di Roma, l’avvocato Marcello De Vito (fresco di elezione on line con “ben” 533 voti…) ha già detto che se vince lui, l’amministrazione di Roma sarà una “casa di vetro”, con tanto di diretta streaming delle sedute dell’Assemblea Capitolina. Il mio invito a lui, e a tutti coloro che si intesteranno la “crociata sulla trasparenza”, è quello di consultare la sezione “Trasparenza, Valutazione e Merito” del portale di Roma Capitale e il portale dei dati aperti (dati.comune.roma.it) per capire che forse, nel silenzio dei mezzi di informazione e fuori dai megafoni elettorali, molto è stato già fatto. A titolo di esempio, riporto di seguito tutte le voci oggi consultabili nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito” del nostro portale:

 

Performance: attività ed obiettiviprogrammati  Piano Esecutivo di Gestione

Piano della performance

Relazione sulla performance

 

Organismo Indipendente di Valutazione (OIV)

 

Curricula dei componenti – Funzione dell’OIV

 

Trasparenza: attività e obiettivi programmati Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2012-2014 (deliberazione G. C.n. 141 del 16 Maggio 2012)

Stato di attuazione del Programma Triennale

Prima indagine di customer satisfaction del 25/09/2012

 

Atti e documenti di programmazione e rendicontazione economico finanziaria Bilanci

Rendiconto della gestione 2011

Spese di rappresentanza 2011

 

Servizi erogati all’utenza presso gli uffici capitolini Servizi al cittadino

URP

 

Anagrafe pubblica degli amministratori Consiglieri dell’Assemblea Capitolina

Attività dell’Assemblea Capitolina

Sindaco e Assessori

Presidenti, Consiglieri ed Assessori dei Municipi

 

Statuto, regolamenti, atti  e provvedimenti Deliberazioni e atti

Statuto e regolamenti

Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi di Roma Capitale

 

Dati informativi sul personale Recapiti e curricula dei dirigenti e degli incaricati di posizione organizzativa
Tabella repilogativa delle retribuzioni dei dirigenti

Tabella dei tassi di assenza e di maggior presenza dei dipendenti

Piano Assunzionale Triennale e Dotazione Organica di Diritto – Rapporto sul personale

Contrattazione Integrativa

 

Sistema disciplinare e principi etici e comportamentali del dipendente Codice disciplinare

Codice di Comportamento

 

Dati sulle erogazioni di natura economica Albo dei soggetti beneficiari di provvidenze di natura economica

Elenco degli incarichi di lavoro autonomo conferiti

Amministrazione aperta (art.18 – D.L. n.83/2012)

 

Società ed enti del Gruppo Roma Capitale Elenco società partecipate

Compensi amministratori

 

Posta Elettronica Certificata

 

Elenco Pec Attive
Lavori pubblici in corso di esecuzione INFOLLPP Informazioni sui cantieri nel territorio capitolino

 

Si può fare di più e di meglio? Forse si e ci stiamo lavorando, ad esempio siamo partiti (e sarà ufficializzato tra breve) con l’adesione formale alla piattaforma decorourbano.org per rendere pubblica e trasparente anche la gestione dei reclami e delle segnalazioni provenienti dai cittadini.

Tuttavia, se quella di oggi non è una “casa di vetro” poco ci manca. Per cui, ben venga il mantra della trasparenza, ma attenzione a far passare messaggi sbagliati e tendenzialmente falsi. Anche semplicemente per rispettare chi, in questi anni e nel silenzio dei mass media, ha lavorato con convinzione per trasformare un centro decisionale inaccessibile in una “cucina a vista”…

LDG

Agenda digitale: tra le nuove misure, sostegno a start-up innovative e agevolazioni per la fibra – Key4biz

L’Action Plan è interessante. Vedo solo due problemi: 1. i tempi di approvazione e attuazione (nonostante tutto non sembra una priorità…); 2. eventuali casi di “ipocrisia del legislatore” (formula di March e Olsen), ossia proposte di semplificazione che finiscono per complicare le cose a causa di una scarsa(o nulla) previsione delle conseguenze sulla PA…(vedi ultime norme su autocertificazione).

Leggi su:

Agenda digitale: tra le nuove misure, sostegno a start-up innovative e agevolazioni per la fibra, ma salta in Governo il cronoprogramma.

La Pa è poco social: solo 200 gli account Twitter, 1.250 le pagine Facebook, pari allo 0,01% del totale – Il Sole 24 ORE

Un articolo che affronta la questione PA e Social Media evidenziando i numeri relativamente ancora “scarsi” e soprattutto la nascita di profili non strutturati e non presidiati che spesso finiscono per implodere e “morire” per assenza di strategia e mancanza di relazione con gli utenti. La svolta culturale è ancora lungi dal compiersi e talvolta la fretta di “esserci” peggiora la qualità del servizio.

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La Pa è poco social: solo 200 gli account Twitter, 1.250 le pagine Facebook, pari allo 0,01% del totale – Il Sole 24 ORE.