Una Lectio Magistralis di disinformazione

Ieri siamo tutti impazziti (io per primo) per la vicenda di Schettino guest star a La Sapienza. Autore addirittura di una lectio magistralis sulla gestione del panico, in un master della più grande università italiana ed europea.

La presunta lectio magistralis ha avuto luogo lo scorso 5 luglio, ma ieri è esploso il caso sui social network. E quando qualcosa “esplode” sui social fa notizia e diventa meritevole di comparire sulle home page di tutti i quotidiani nazionali. Perché evidentemente l’argomento “tira” e genera traffico. E il traffico genera pubblicità, ossia soldini…

Nel corso della giornata di ieri, però, sono emerse un po’ di cose sulla performance di Schettino:

1. non era affatto una lectio magistralis;

2. non era neanche una lezione a dire il vero, ma una sorta di testimonianza;

3. non si è tenuta a La Sapienza;

4. il Rettore e tutti i vertici de’ La Sapienza non ne sapevano nulla.

Di fatto, era un seminario, organizzato da un docente dell’ateneo romano, con un uditorio di una trentina di persone (si e no), presso il Circolo degli Aviatori.

Ora, premesso che è comunque disdicevole invitare Schettino a qualsivoglia seminario (ancor più si utilizza, come si è fatto, il logo ufficiale de’ La Sapienza. Non a caso il prof. organizzatore è stato deferito al Comitato etico dell’ateneo), ieri di fatto abbiamo commentato e dato risalto a una vera e propria “bufala”, una non notizia trasformata in notizia. E in serata ormai era chiaro a tutti che fosse così. Il problema è che, come spesso accade, in questi casi si dà la colpa ai Social Network. Incriminati per essere generatori e amplificatori di non notizie.

Beh, questa volta non è così. Ieri mattina, quasi tutti i principali quotidiani nazionali titolavano “Lectio Magistralis di Schettino”. E se i “professionisti dell’informazione” (tra parecchie virgolette) usano quei termini, non vedo perché gli utenti dei social dovrebbero andare a verificare la notizia (!). Di fatto non l’hanno verificata neanche il Ministro e il Rettore dell’Ateneo che hanno continuato a “sparare a zero” come se davvero Schettino avesse tenuto una lezione in Aula Magna davanti a migliaia di studenti e a 5 file di autorità…

La verità è che ormai fa notizia solo il sensazionalismo (gossip, voyeurismo, polemiche forzate e inventate…) e ci ritroviamo l’ANSA che parla di lectio magistralis riprendendo La Nazione che titola così (dopo un mese dall’evento) e, a ruota, praticamente tutte le testate italiane in home page appena la (non) notizia è diventata trendig topic su Twitter e argomento succulento su Facebook.

Dopo 24 ore #Schettino e #LaSapienzaConvoca sono ancora TT su Twitter. Bel colpo…alla professionalità e alla credibilità dei giornalisti, prima che de’ La Sapienza (che in realtà è più vittima che carnefice in questa vicenda).

C’è chi sostiene da un po’ che il “tempo reale” alla portata di tutti dei social network stia “ammazzando” la professione giornalistica. Un caso come quello di ieri dimostra però che la componente suicida non è da meno. Di questo passo saremo tutti (dis)informati via web, a prescindere dalla fonte. Più bufale per tutti!

LDG

Il 2013 del mio Blog

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 15,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Ha vinto Pop Corn!

Dopo avervi incuriosito col video di ieri, non potevo lasciarvi con questo dubbio lacerante: ha vinto Pop Corn!

Ed è stato graziato in una cerimonia pubblica dal Presidente Obama in persona, come potete vedere dal video pubblicato sul canale Youtube della Casa Bianca.

In attesa del verdetto, i due “contendenti” sono stati trattati come si conviene a due star popolari…

Il pensiero fragile. Breve storia della schiavitù 2.0 | net:politics

Mi permetto di suggerirvi questo post molto interessante di Eugenio Iorio su come il 2.0 sia diventato un tratto culturale in grado di modificare il nostro modo di pensare e di agire. Una sorta di agente di socializzazione secondaria che condiziona in profondità le nostre capacità di analisi e di lettura dei fenomeni.

E’ un post impegnativo, ma vale la pena leggerlo con attenzione. Se mollate dopo poche righe…la tesi del post è tragicamente confermata! :)))

Leggi qui:

Il pensiero fragile. Breve storia della schiavitù 2.0 | net:politics.

Social Media Map 2013

Here is Overdrive Interactive’s Social Media Map 2013. “Interactive” means that the file you download is a PDF with links to each of the Social Media listed.

Click on the following link to download the Interactive Map:

http://www.ovrdrv.com/social-media-map/

Social Media Map 2013

 

Roma Capitale e decorourbano.org

Sul Messaggero di oggi si parla della collaborazione avviata da Roma Capitale e il social network decorourbano.org. Una collaborazione partita in via sperimentale lo scorso 7 marzo e giunta a maturazione, dopo un lungo lavoro di organizzazione interna e di allineamento tra sistemi informativi diversi. Decorourbano.org nasce da un’idea semplice quanto vincente: segnalare disservizi e problematiche sul territorio cittadino scattando una foto col proprio smartphone o tablet. Grazie alla georeferenziazione, le segnalazioni sono immediatamente collocate su mappa e sono dunque pronte per essere prese in carico dai Comuni che aderiscono all’iniziativa (i cosiddetti “Comuni attivi”).

Ad oggi, i Comuni attivi sono 82. Il più grande Comune ad aver aderito, prima di Roma Capitale, era Cosenza: 35 volte più piccolo della Capitale in termini di superficie e 40 volte più piccolo in termini di popolazione. Non è un caso che le grandi città tendano a non “lanciarsi” su questo tipo di strumenti che di fatto rendono pubblica la reattività e l’efficienza nell’affrontare e risolvere i reclami e le segnalazioni dei cittadini. Inoltre, le grandi città hanno amministrazioni complesse che coinvolgono strutture decentrate, società partecipate, centinaia (se non migliaia) di operatori addetti ai reclami. Non a caso, dal momento in cui il Sindaco di Roma, peraltro su Twitter, disse di voler aderire a decorourbano.org al momento in cui il servizio è partito è passato circa un anno. Un anno in cui abbiamo lavorato per riorganizzare tutto il front office sui reclami (060606, Urp, punti di ascolto di secondo livello, circa 600 dipendenti in totale) e per rendere compatibile il nostro Sistema Gestione Reclami (SGR) con il sistema e l’interfaccia di decorourbano.org, al fine di non complicare la vita agli operatori e di ottenere un flusso di informazioni rapido ed efficace.

L’adesione di Roma Capitale a decorourbano.org è una grande dimostrazione di trasparenza, di apertura nei confronti dei cittadini responsabili e “civici” e, permettetemi, anche di coraggio da parte di un’amministrazione molto complessa come la nostra. Tanto più in una fase critica di tagli ai trasferimenti e di mancate erogazioni continue, che insieme ai vincoli del patto di stabilità interno, non rendono certo semplici tutte le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria della città.

L’obiettivo futuro è quello di dotare il nuovo portale istituzionale di questo strumento, in linea con quanto fatto, ad esempio, da Kevin Hauswirth a Chicago, amministrazione modello per l’Open Government. Tutti i cittadini identificati al portale avranno un nuovo servizio online che permetterà loro di segnalare con una foto tutti i disservizi che verranno automaticamente e immediatamente presi in carico dagli uffici competenti.

 

LDG