Tiratina d’orecchie al Sole 24 ore e a Libero

Ieri e oggi sono stati pubblicati due articoli interessanti relativi agli sprechi dei Comuni, sulla base di quanto emerso dall’indagine della Copaff – la Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale – per individuare i “fabbisogni standard” e di conseguenza per redistribuire il taglio ulteriore di 2,25 miliardi previsti dal decreto dello scorso luglio. Non sembra ci siano i tempi per parametrare i tagli sulla base dei fabbisogni standard, per cui pare che si procederà sulla base della “spesa storica” e dei tagli lineari, non premiando dunque i comuni virtuosi. La cosa che più mi ha colpito di questi articoli è che Roma viene considerata dagli autori come il secondo comune più spendaccione. Il Sole 24 ore ieri titolava: “A Napoli e Roma la burocrazia più cara ma i tagli vanno altrove”. Libero oggi scrive: “Al secondo posto, in questa davvero poco invidiabile classifica dei municipi immotivatamente spendaccioni, si piazza la Roma di Alemanno”. Una classifica curiosa a dire il vero, dato che se si osserva la spesa in valore assoluto Roma è ovviamente prima e non seconda, ma non ha senso ragionare sulla base del valore assoluto di spesa di una città che, oltre a essere la capitale, è 9 volte Milano: sarà sempre prima… Se si osserva, invece, lo scarto in percentuale degli sprechi rispetto al fabbisogno standard Roma diventa 33esima su 88 capoluoghi di provincia. E se poi ci concentriamo sull’entità del taglio che subirà rispetto al suo fabbisogno standard diventa addirittura il 53esimo comune “trattato” peggio in termini di trasferimenti dello Stato. Dunque, non per fare l’aziendalista ma sempre per amore di verità, applicando un minimo di criterio metodologico ai dati pubblicati dai due quotidiani, Roma è ben lontana dall’essere il secondo comune spendaccione. Al contrario rischia di subire 227,6 milioni di tagli a fronte dei 63,4 che deriverebbero dall’applicazione del fabbisogno standard. Tiratina d’orecchie metodologica dunque al Sole 24 ore e a Libero che hanno fatto di nuovo passare  Roma  per “ladrona”, mentre dovremo combattere per ridurre almeno di 164 milioni di euro il taglio previsto. Giusto per avere quanto ci spetta…

LDG

CHICAGO BLOG » La spending review resta da fare dopo Monti

Oscar Giannino torna a criticare – giustamente – la linea recessiva fin qui adottata nelle scelte di policy del governo. La sua proposta, incentrata soprattutto sulla dismissione di parte del patrimonio pubblico per abbattere il debito, è condivisibile, sulla carta. Ma la verità è che il Paese continua a non fidarsi della sua classe dirigente e neanche la classe dirigente probabilmente si fida di se stessa, per cui la paura di sprecare l’una tantum delle dismissioni continua a prevalere…e d’altronde la frase di chiusura del post di Oscar Giannino va in questa direzione.

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CHICAGO BLOG » La spending review resta da fare dopo Monti.

In Sicilia salta la spending review Oggi le dimissioni di Lombardo (che fa le ultime nomine…)- Corriere.it

I colpi di scena alla Regione Sicilia non finiscono mai…ma almeno vanno tutti nella stessa direzione: spesa e poltrone a rotta di collo…

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In Sicilia salta la spending review Oggi le dimissioni di Lombardo – Corriere.it.

Spending review, via libera dal Senato Ecco tutte le novità voce per voce – Corriere.it

In attesa di analisi più approfondite e dettagliate…

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Spending review, via libera dal Senato Ecco tutte le novità voce per voce – Corriere.it.

Gli smemorati del Belpaese – Corriere.it

Quando le 12 paroline magiche di Draghi hanno provocato due giorni di euforia in borsa e di spread in calo, ho pensato esattamente le stesse cose…Ciò non vuol dire che la Spending Review sia perfetta, a mio avviso ha molti punti deboli, ma è irrinunciabile. Modificabile, ma irrinunciabile…

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Gli smemorati del Belpaese – Corriere.it.